«Giotto è al sicuro». Non ha dubbi l'assessore Andrea Colasio a proposito delle problematiche sollevate da Chiara Frugoni nell'intervista concessa ieri al nostro giornale. «Il Comune ha fatto tutto quello che doveva fare per garantire la salvaguardia della Cappella degli Scrovegni, sia per quanto riguarda la sua tutela sia relativamente alla sua valorizzazione e alla fruizione da parte del pubblico», chiarisce l'assessore. «Un altro discorso è la valutazione di merito sulla localizzazione dell'Auditorium, ma questo non inficia la seria politica di tutela portata avanti dal Comune». Non mancano i punti di contatto tra il pensiero di Colasio e quello della Frugoni, ma sono tutti relativi all'importanza degli affreschi di Giotto per la città di Padova: «La Cappella degli Scrovegni è patrimonio dell'umanità, in questo concordo con la professoressa Frugoni. È un macro-bene culturale, e quello che stiamo facendo è appunto salvaguardarlo. Non serve quindi un team internazionale di esperti che "salvi" Giotto, in quanto gli affreschi godono già di ottima salute». L'assessore ricorda che un monitoraggio costante della Cappella Scrovegni esiste già grazie alla collaborazione con l'Istituto centrale del restauro di Roma e il bilancio tracciato in questi anni è positivo: gli interventi di salvaguardia, bussola in primis, sono efficaci nel tenere sotto controllo umidità e sali. Secondo l'assessore il dibattito sulla salute degli affreschi si chiude qui, mentre le condizioni della cripta, secondo la Frugoni «costantemente allagata quando piove a dirotto», sono da legarsi esclusivamente a fattori meteorici. Non si tratterebbe quindi di un problema di «vasi comunicanti» la cui risoluzione attiene all' ingegneria idrogeologica, ma di una situazione per la quale si stanno muovendo i tecnici del Comune. Chiariti i punti che riguardano da vicino la salute degli affreschi di Giotto, l'assessore ritorna sulla commissione di esperti invocata dalla professoressa. Un team che, ricorda Colasio, già esiste e si è già espresso: si tratta del parere dei tre «saggi». «Io non ho motivo di non credergli - commenta Colasio - la commissione internazionale non porterebbe a Padova tecnici superiori». Sulla questione delle sovrintendenze l'assessore e la docente medievalista si trovano nuovamente d'accordo: «L'area in questione è vincolata ed è evidente che un qualunque progetto debba essere approvato dalla Sovrintendenza - spiega Colasio - sono d'accordo che il ministero dei Beni Culturali eserciti tutte le sue funzioni di controllo». L'assessore si dice pronto ad un incontro chiarificatore sui temi strettamente legati alla Cappella degli Scrovegni. Diversamente, il discorso si sposta sulla questione della localizzazione della Casa della musica: «E' una valutazione di merito che divide la città e mi auguro che nel processo decisionale si tenga conto di tutto ciò». Auditorium tra veleni e polemiche Il progetto Kada in rampa di lancio Auditorium: non si placano le polemiche, dopo l'appello lanciato da Save Giotto e firmato da Salvatore Settis e Chiara Frugoni. L'assessore Colasio, che non condivide la scelta di piazzale Boschetti, offre un contributo decisivo al dibattito perché legittima la perizia dei tre saggi dell'università come parere scientifico autorevole e indipendente e quindi boccia la richiesta della commissione internazionale modello Pisa, lanciata ieri da Chiara Frugoni con l'intervista al nostro giornale. Il progetto dell'auditorium verrà notevolmente ridotto, proprio perché i tre saggi hanno posto un limite allo scavo: non oltre 4 metri sotto terra. E il sindaco, con l'assessore Luisa Boldrin, intende quindi portare in giunta l'incarico esecutivo all'architetto Kada per poter poi lanciare la Fondazione modello Vicenza, con il contributo diretto dei privati. Tutto a posto? No, perché molti ritengono che la soluzione migliore sia la fiera: centro congressi e casa della musica.