«Forse vuole essere ricordato per aver rilasciato permessi in cambio di soldi?» Rifiuta l'appellativo di "pseudo-contessa" attribuitole dal sindaco Giorgio Orsoni dopo che questi aveva saputo dell'esposto alla Procura da parte di Italia Nostra. Tuttavia la presidente Alessandra Mottola Molfino tende la mano a Ca' Farsetti, invitando il sindaco e la sua giunta a non prendersela troppo e a cercare di capire se è proprio questa la città che la gente vuole. «Se l'avvocato Orsoni - afferma Mottola Molfino - pro tempore anche sindaco di Venezia, prima di affibbiarmi l'epiteto di "contessa passatista", avesse avuto l'accortezza di guardare in internet il mio curriculum, avrebbe scoperto che, prima di essere stata eletta presidente di Italia Nostra, sono una storica dell'arte e museologa, che ho diretto musei e mostre di arte contemporanea, che per molti anni come direttore centrale della cultura del Comune di Milano, ho proposto concorsi internazionali di architettura contemporanea. Perché il sindaco Orsoni non si interroga, invece, su quale è la sua visione della città di Venezia? Forse il passatista è lui. O, forse, (tanto per ricambiargli gli epiteti col suo stesso stile) vuole essere ricordato come il protettore dei venditori di ricordini». Per Italia Nostra, la trasformazione commerciale di Venezia non è un'opportunità. «La nostra opinione è, infatti, che il suo progetto per la città sia molto vecchio e datato perché, come è avvenuto in modo fallimentare negli anni '50 e'60, vede nella modernizzazione la salvezza di Venezia, senza vedere la vera e possibile modernità di Venezia. Lo sviluppo futuro dell'Italia, e di Venezia, è, noi crediamo, nell'economia della conoscenza e della creatività, nelle infrastrutture immateriali: non nell'edilizia, nelle autostrade, nelle Tav, nelle grandi navi, che distruggono la nostra vera e unica ricchezza, il patrimonio culturale, le città antiche, i paesaggi». Per l'associazione ambientalista il Comune non sta facendo abbastanza per tutelare la città e il suo tessuto. Il governo della città è incapace di introdurre vere innovazioni - aggiunge - che non consistono in tetti apribili e scale mobili ma in un progetto economico che consenta di sottrarre la città all'unico, inevitabile destino di mega centro commerciale e parco a tema per turisti, avendo espulso nel frattempo tutti gli abitanti. Per questo il nostro sito Italia Nostra-Venezia dà grande spazio al futuro del parco scientifico tecnologico di Marghera. Sull'economia di Venezia proporremo un convegno internazionale al quale invitiamo sin d'ora il sindaco». Infine una domanda, o meglio, una riflessione. «Caro sindaco Orsoni, ma lei vuole proprio passare alla storia come il sindaco che ha rilasciato permessi edilizi in cambio di donazioni al Comune? Nessuno le ha mai detto che ci sono cose al mondo (e nella vita di ciascuno di noi) che non si vendono mai, e per nessuna ragione?».
VENEZIA - La presidente di Italia Nostra risponde e attacca Sindaco, Venezia non è in vendita
La presidente di Italia Nostra, Alessandra Mottola Molfino, ha risposto al sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, dopo che questi l'aveva chiamata "pseudo-contessa" per aver rilasciato permessi in cambio di donazioni. Mottola Molfino ha affermato che se l'avvocato Orsoni avesse guardato il suo curriculum, avrebbe scoperto che è una storica dell'arte e museologa. Ha criticato il progetto del sindaco per la trasformazione commerciale di Venezia, che considera datato e fallimentare. Ha anche criticato il Comune per non fare abbastanza per tutelare la città e il suo tessuto.
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