La presidente: vuol essere ricordato per aver venduto la città a pezzi? L'ira dell'opposizione Miracco Sorpreso per il nervosismo che dimostra l'istituzione Il Fontego dei tedeschi rischia di «tornare» in Procura. Ma questa volta sotto la denuncia (per calunnia) potrebbe esserci la firma del sindaco Giorgio Orsoni. Il sindaco ha chiesto di capire se nelle lettere di Italia nostra alla Procura ci siano gli estremi per una querela. «Ho il dovere di tutelare l'amministrazione comunale», spiega Giorgio Orsoni che ieri ha dato mandato all'avvocatura civica di verificare i documenti dell'associazione contro il progetto di recupero di Benetton del Fontego dei Tedeschi. Lo scontro tra la presidente nazionale dell'associazione, Alessandra Mottola Molfino e il primo cittadino, che aveva usato l'espressione «contesse passatiste», ieri si è fatto più aspro. A far abbandonare a Orsoni il suo tradizionae aplomb è stata in particolare una frase dell'esposto firmato da Mottola Molfino e da Lidia Fersuoch, presidente di Italia Nostra Venezia: «Preoccupa il rilevante interesse finanziario che l'amministrazione comunale lega alla concessione della richiesta variante alla prescritta destinazione d'uso pubblico dell'immobile». Ignara della decisione, Mottola Molfino ieri ha risposto all'attacco del sindaco. «Se l'avvocato Orsoni, pro tempore anche sindaco di Venezia, avesse avuto l'accortezza di guardare il mio curriculum avrebbe scoperto che sono storica dell'arte e museologa - ha risposto - Perché il sindaco non si interroga invece su qual è la sua visione di città? Forse il passatista è lui o forse vuol essere ricordato come protettore di venditori di ricordini. Vuole proprio passare alla storia come il sindaco che ha venduto palazzi e pezzi vari di Venezia? O rilasciato permessi edilizi in cambio di donazioni al Comune?». Apriti cielo. «Non conoscono il progetto di Benetton per il Fontego - dice Orsoni mi sembra volgare aggredire con denunce o minacce di denunce degli amministratori che 24 ore su 24 si occupano del futuro della città. Italia Nostra ha il classico modo di vedere Venezia di chi non ci vive, l'immagine idealizzata di chi vorrebbe che restasse immobile: Venezia merita di più». Per Orsoni il progetto Benetton è un esempio di quel «di più», ossia «una grande operazione che coniuga tradizione e modernità sana». Sulla querelle interviene, a difesa di Mottola Molfino, anche il consigliere del ministero ai Beni culturali Franco Miracco. Sono amareggiato e sorpreso per quanto sta accadendo - dice - amareggiato per le pesanti critiche alla presidente di Italia Nostra, storica di valore tra le maggiori esperte di museologia al mondo e sorpreso per il crescente e incomprensibile nervosismo delle istituzioni nei confronti di una questione che va affrontata con serenità nei luoghi competenti, partendo dal presupposto che il riuso di un edificio storico è premessa indispensabile per la sua tutela». Nel pieno della polemica ieri è partita all'attacco anche l'opposizione, che ha chiesto chiarimenti sui soldi congelati fino all'arrivo delle autorizzazioni per le due operazioni immobiliari: 6 milioni del Fontego e 8 di Ca' Corner della Regina venduta a Prada. Revisori dei conti e vicesindaco hanno spiegato, invano, che non creano problemi al bilancio. Pdl e lista civica Impegno per Venezia e Mestre definiscono però «ignobile il comportamento della giunta» perchè non ha detto al consiglio dei vincoli.