La parrocchia nega il prestito delle due opere d'arte agli organizzatori di una mostra internazionale «Il viaggio potrebbe compromettere questi tesori» Franco Piovani Poteva essere una storica occasione per promuovere i preziosi tesori artistici custoditi nella basilica di Verolanuova ma si è trasformata in una imbarazzante vicenda che divide il mondo culturale locale. La parrocchia ha negato il «prestito» di due maxi tele del Tiepolo che la Soprintendenza di Udine avrebbe voluto esporre in una mostra allestita a Villa Manin di Passariano di Codroipo. La coppia di straordinarie opere d'arte avrebbe dovuto essere uno dei pezzi più significativi della colossale esposizione sul genio della pittura del Settecento europeo in programma a cavallo della fine di quest'anno. II Consiglio pastorale ha affidato la decisione al parroco monsignor Luigi Bracchi che, per valutare i pro e i contro della richiesta, ha convocato una serie di riunioni tecniche. I pareri però alla fine sono stati discordanti: al «si» di Renata Casarin funzionaria delle Belle Arti di Brescia hanno fatto da contraltare le perplessità avanzate dal responsabile dell'ufficio Beni culturali delladiocesi di Brescia Federico Pellegrini. Un veto legato al presunto rischio di danneggiare durante il trasporto le due tele, alte dieci metri e larghe cinque metri e mezzo collocate nella cappella del Santissimo Sacramento. Due opere d'arte commissionate a Gian Battista Tiepolo intorno al 1740 su richiesta dei nobili Gambara. Una rappresenta «Il sacrificio di Melchisedech», l'altra «La caduta della manna». NELLA SCELTA di declinare l'invito a contribuire alla mostra di respiro internazionale ha pesato la relazione di monsignor Bracchi. «Il trasferimento rischia di compromettere le condizioni delle tele» si legge fra l'altro nelle osservazioni scritte dal parroco. La prudenza è legata anche ai precedenti. Le opere d'arte dipinte nel 1743 hanno subito un primo restauro, nel 1911-1912, con il rintelo effettuato da Francesco Annoni di Milano. Nel 1918, per preservarle dalla guerra, furono arrotolate e portate a Roma a Palazzo Venezia, dove nel 1920 il restauratore Mauro Pelliccioli ripeté le operazioni di pulitura, stuccatura, ritocco pittorico e verniciatura. Lo stesso Pelliccioli ripeté l'intervento nel 1952, su commissione delle Belle Arti, che disposero il trasferimento dei quadri nella Rotonda di Brescia, unico ambiente sufficientemente vasto per accoglierle. Poi le tele del Tiepolo vennero ancora rimosse nel 1971, per essere esposte proprio a Villa Manin a Passariano di Udine a una mostra sul Tiepolo. Staccate dai telai, arrotolate e portate a destinazione; quindi, finita la mostra, nuovamente arrotolate riportate a Verolanuova. La salute dei dipinti è abbastanza fragile. «II problema- scrivono i tecnici nella relazione -, è l'alterazione dello stato finale della verniciatura e del ritocco pittorico, eseguiti durante l'ultimo restauro, che causa ispessimento e rigidità, procurarono danni alla coesione ed alla stabilità degli strati dipinti». Pur riconoscendo «l'alto valore culturale della mostre, che danno prestigio alle opere», la parrocchia non ha ritenuto opportuno mettere a rischio gli antichi dipinti, dichiarati «non trasportabili» dalle stesse autorità diocesane. Un epilogo che lascia delusa una parte della comunità di Verolanuova che avrebbe apprezzato vedere il nome del proprio paese accostato a un grande evento.