In relazione all'articolo di Marco Lillo apparso alla pagina 8 de "Il Fatto Quotidiano" del 21 febbraio 2012 rettifico che il patrimonio immobiliare della "Fondazione Nicolò Piccolomini per l'Accademia di Arte Drammatica" proviene dal lascito testamentario del conte-attore Nicolò Piccolomini e costituisce un patrimonio di natura privata. Lo scopo statutario di questa Fondazione è la creazione di una casa di riposo per artisti drammatici nonché l'elargizione, tramite bando annuale, di aiuti economici agli artisti drammatici indigenti. L'ente non percepisce alcun contributo pubblico e vive esclusivamente grazie al reddito proveniente dalle proprietà immobiliari ereditate e alle donazioni di privati. L'attuale Consiglio di Amministrazione, insediatosi nell'ottobre 2009 in seguito all'occupazione della Villa del Sole da parte del comitato degli artisti drammatici "Gianpiero Bianchi", si è trovato a dover riordinare e bonificare le proprietà immobiliari che, dopo decenni di incuria, versavano in condizioni di fatiscenza, di degrado, di abusivismo e a rischio di usucapione. Tra le proprietà vi era un ampio terreno, con annesso manufatto, sino a quel momento adibito abusivamente a maneggio da precedenti conduttori, i quali avevano anche costruito opere non a norma. Per bonificare e riqualificare il suddetto terreno, dopo lo sfratto eseguito nei confronti dei precedenti conduttori morosi, il Consiglio di Amministrazione ha deciso di indire un bando pubblico al fine di individuare un soggetto che garantisse, oltre che una entrata economica, la richiesta manutenzione del terreno, eccessivamente onerosa per le casse della Fondazione. La gara è stata vinta dalla Borgo Piccolomini srl, la quale ha proposto la creazione di un campo di pratica del golf, presentando l'offerta economica più vantaggiosa oltre che un progetto compatibile con i vincoli urbanistici, paesaggistici e igienici. Nessuno dei partecipanti al bando pubblico ha inteso adire le autorità giudiziarie per contestare l'esito della gara. Risulta a questa Fondazione che il progetto per il riordino dei terreni e per il restauro dell'immobile ivi presente ha ottenuto tutti i permessi previsti dalle normative vigenti. Premesso quanto sopra, chiediamo la pubblicazione della seguente rettifica. - Il lascito da parte del conte Nicolò Piccolomini (non prevedeva il) fine di edificare la casa di riposo sui terreni oggetto dell'articolo (gli attuali vincoli urbanistici e ambientali impediscono tra l'altro qualsiasi nuova edificazione). La casa di riposo era stata da lui prevista nei locali della "Casa del Sole", sita in via Aurelia antica n. 164. - La Fondazione Piccolomini non ha finalità pubbliche, ma ha quale unico scopo statutario l'aiuto agli artisti drammatici indigenti, da attuarsi tramite le sostanze che la stessa riesce a reperire tramite la gestione dei propri beni. - i terreni erano occupati da soggetti che esercitavano un'attività di maneggio, i quali omettevano ogni tipo di manutenzione oltre ad aver posto in essere costruzioni abusive. - I terreni in questione sono di proprietà esclusiva dell'ente dal 1943 e, da secoli, proprietà privata. Non esiste, perciò, nessun obbligo di restituzione degli stessi alla cittadinanza; tantomeno per attività culturali, del tutto estranee agli scopi statutari di beneficenza. Benedetta Buccellato Presidente "Fondazione Nicolò Piccolomini" "Il Fatto" conferma quanto è stato scritto. Le affermazioni della presidente Benedetta Buccellato non contrastano con l'articolo, nel quale abbiamo dato modo al presidente di spiegare le sue ragioni. "Il Fatto" ha solo riportato le perplessità di un consigliere regionale, Vincenzo Maruccio, espresse in un'interrogazione depositata e quelle di un comitato di cittadini sulla scelta della Fondazione Piccolomini di affittare con bando pubblico il terreno a una società privata (controllata dal regista della fiction nella quale anni prima ha recitato l'attrice-presidente Buccellato) e di permettere la realizzazione di un campo da golf con piscina. Durante il colloquio con il presidente Buccellato le avevamo chiesto di vedere il bando e le offerte degli altri partecipanti o almeno di avere una nota con i dati sulle offerte scartate. Restiamo ancora in attesa di un riscontro.