TORNERÀ a svettare la vecchia ciminiera della fornace di Valle Amelia, un gioiello dell'archeologia industriale, ma questa volta farà da bandiera ad un nuovo centro culturale del quartiere in un parco, a pochi metri dalla fermata della metropolitana della linea A. Percorsi pedonali protetti, biblioteca, sale per conferenze, teatro, cinema e laboratori, ma anche spazi perla ristorazione e per altri servizi. Il progetto, che sarà finanziato da privati in cambio di concessioni del piano di recupero urbano del quartiere, costerà un milione e 500 mila euro e darà un volto compiuto a quello che da decenni appare come un tratto di verde abbandonato nel cuore della città. Quel che rimane della fornace, in uno stato di conservazione ormai precario, si staglia nella parte bassa della valle stessa, ma costituisce, specialmente con l'alta ciminiera, un "segno" urbano molto riconoscibile. E lo sarà molto di più dopo la ristrutturazione e il recupero, quando sarà circondata da un a grande piazza. «Un altro passo» spiega l'assessore all'Urbanistica Roberto Morassut«per riqualificare un quartiere e un paesaggio urbano, aggiungendo servizi e rivalutando le forme della sua memoria storica». Il restauro dell'edificio, che prevede anche la costruzione, accanto, di un parcheggio, dovrà tendere a recuperare quanto più possibile le forme originarie della fornace, mettendo in risalto la qualità architettonica della struttura e la sua tipica copertura a mattoncini. Non solo. Dovrà anche prevedere servizi bioclimatici e, soprattutto, grande cura dovrà essere posta nell'integrazione complessiva con gli spazi verdi esterni che comprenderanno un viale di accesso pedonale alberato sulle tracce dell'antico percorso che attraversava la valle, poi alterato dalla costruzione della metropolitana.