Ritardi? No, tempi della burocrazia. Intervista Recchia, segretario generale Mibac «Entro aprile la gara per i lavori di consolidamento idrogeologico» «Danni che a Pompei certamente possono verificarsi e si verificano, ma che non devono creare preoccupazione. Ancora una volta, per fortuna, il crollo non ha interessato parti decorate, i frammenti sono stati recuperati e verranno ricollocati». Antonia Pasqua Recchia, segretario generale del Ministero dei Beni culturali ridimensiona l'allarme per l'ultimo crollo. Ogni pietra che cade a Pompei fa giustamente rumore. «Pompei è sempre al centro dell'attenzione. Ma bisogna cominciare a considerare che adesso abbiamo la prospettiva di mettere in sicurezza tutto il sito. Da un evento sciagurato come il crollo della Schola Armaturarum sta nascendo una bella avventura che ci permetterà di mettere in sicurezza l'area secondo il disegno strategico del nostro governo». A che punto è ll Grande Progetto Pompei? «Si stanno ultimando i bandi di gara. Il primo, che sarà pronto tra la fine marzo e gli inizi di aprile, riguarda proprio la messa in sicurezza idrogeologica dell'area interessata dal crollo della Schola Armaturarum e consiste nel consolidamento del terrapieno a ridosso di via dell'Abbondanza. A luglio, invece, la seconda ondata di bandi perla messa in sicurezza delle regiones». Mai soldi da Bruxelles sono arrivati? «Sono al ministero dell'Economia, quindi già nella disponibilità del governo italiano. L'attesa ora riguarda l'espletamento di tutte le procedure burocratiche». A Pompei, per il recupero dell'area esterna al sito, arriveranno anche i soldi dei privati, italiani e stranieri. «Il Mibac si occupa soltanto del progetto all'interno degli Scavi ma di pari passo procede il piano di riqualificazione extramoenia che deve essere sviluppato con il coinvolgimento dei privati e degli enti locali, seguendo comunque il grande disegno strategico del nostro governo. E chiaro che il Mibac è uno dei convitati di questo tavolo, e che esprima anche dei fabbisogni come, ad esempio, migliorare la viabilità nell'area del cantiere, o lo smaltimento delle acque all'esterno del sito. Anche perché la realizzazione del Grande Progetto porterà a Pompei tecnici, studiosi e giovani che avranno bisogno di essere accolti. Ripeto, quanto è accaduto dopo il crollo della Schola deve oggi essere considerato un'opportunità non soltanto per gli Scavi, ma anche per l'area e per l'intero territorio. Una sorta di fertilizzante. Quanto alle sponsorizzazioni straniere, la convenzione tra Mibac e Unesco, il primo atto che ho firmato, ci aiuterà a realizzare questo piano nel migliore dei modi».
POMPEI - Ma il piano sicurezza è partito. I soldi di Bruxelles già disponibili II rilancio Opportunità straordinaria per l'area archeologica e l'intero territorio
Il segretario generale del Ministero dei Beni culturali, Antonia Pasqua Recchia, ha ridimensionato l'allarme per il crollo della Schola Armaturarum a Pompei, sottolineando che ogni pietra che cade fa giustamente rumore. Il crollo ha innescato un progetto di messa in sicurezza idrogeologica dell'area interessata, che consiste nel consolidamento del terrapieno a ridosso di via dell'Abbondanza. I bandi di gara per la prima fase del progetto saranno disponibili tra la fine marzo e gli inizi di aprile. La seconda ondata di bandi riguarderà la messa in sicurezza delle regioni esterne al sito.
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