Il caso NAPOLI - Nuovo allarme a Pompei. Frammenti di intonaco sono caduti da un muro nel Tempio di Giove. La scoperta è stata fatta ieri a ora di pranzo dai custodi. I pezzi di intonaco grezzo restaurato in epoca borbonica, di circa un metro, provengono da un muro non affrescato della parete orientale della cella del Tempio, situato nel Foro. I frammenti sono stati recuperati dagli archeologi della Soprintendenza di Pompei, che ha definito «non rilevante» il danno in un comunicato, specificando che i pezzi recuperati «saranno presto assemblati e ricollocati al loro posto». La caduta di intonaco, dopo il crollo della Schola Armaturarum (6 novembre 2010), del muro romano di 3 metri nei pressi della Porta di Nola (22 ottobre 2011) e di un pilastro della Villa di Loreio Tiburtino (21 dicembre 2011), ripropone il problema della manutenzione dei circa 1500 edifici del sito archeologico, usurati dagli agenti atmosferici. Dopo il crollo della Schola armatorum, il ministero dei Beni culturali ha avviato per gli scavi di Pompei un piano di interventi complessivo da 105 milioni di fondi europei che il ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca ha, di recente, inserito nel piano nazionale Coesione. I lavori finanziati dallUnione Europea, potranno cominciare solo tra settembre ed ottobre per i tempi tecnici necessari allespletamento delle gare, ha annunciato il ministro per i Beni culturali Lorenzo Ornaghi.
NUOVO ALLARME A POMPEI CADE INTONACO NEL TEMPIO
I custodi del Tempio di Giove a Pompei hanno scoperto ieri i frammenti di intonaco grezzo, restaurato in epoca borbonica, caduti da un muro non affrescato. I pezzi di intonaco, di circa un metro, sono stati recuperati dagli archeologi della Soprintendenza di Pompei. La caduta di intonaco è stata definita non rilevante dal ministero dei Beni culturali, che ha affermato che i pezzi recuperati saranno presto assemblati e ricollocati al loro posto. La scoperta è stata segnalata dopo il crollo di altri edifici del sito archeologico, che ha sollevato preoccupazioni sulla manutenzione dei 1500 edifici del sito.
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