La speculazione sul litorale domizio comincia negli anni '60 e distrugge dune, foreste di pini, habitat per uccelli migratori Il primo scempio fu la costruzione del Villaggio Coppola, poi migliaia di villette abusive Gli uccelli migratori passano da qui. Si fermano a riposare a Castel Volturno tra il mare e le dune, durante il viaggio che fanno dai paesi nordici allAfrica e viceversa. Nei laghetti attorno al mare trovano cibo abbondante. Fino allinizio degli anni '60 trovavano anche un ambiente adatto a proteggerli. Ma da allora in poi, il paesaggio muta in continuazione. Il cemento azzanna le spiagge, mangia la pineta, distrugge le dune. Una costa lunga 27 chilometri, violentata senza pietà. Per lUnesco è uno dei tre siti più devastati al mondo. I problemi cominciano a metà degli anni '60, con la costruzione del Villaggio Coppola Pinetamare. Su unarea di 86 ettari, nasce unintera città: villette, negozi, palazzi, uffici. Si scopre, però, che buona parte degli edifici è costruito su terreno demaniale. Molto della restante parte è costruito senza il rispetto dei vincoli paesaggistici. La magistratura interviene solo nel 1995. È il pm della Procura circondariale di Santa Maria Capua Vetere, Donato Ceglie, che sequestra trentamila metri quadrati di cemento abusivo. Il complesso denominato "Fontana Bleu", che comprende un centro congressi, alcuni alberghi, un acquascivolo, e una chiesa. Il proprietario è Vincenzo Coppola, originario di Casal di Principe. Lo stato nomina un commissario straordinario per gestire i beni. Ma anche per tentare di abbattere uno degli ecomostri dItalia: otto palazzi di dodici piani che sembrano alveari. Vengono buttati giù a partire dal 2001, dopo la stipula di un accordo di programma tra lo Stato e la famiglia di Cristofaro Coppola. Nel frattempo lungo tutto il litorale, labusivismo dilaga. Nascono come funghi seconde case per vacanze. Prendono il posto della pineta e formano come una foresta di cemento. Dopo il terremoto del 23 novembre dell80 tutta la fascia domiziana subisce un degrado enorme. Ora le case sono per lo più abitate da immigrati che a migliaia arrivano a Castel Volturno per nascondersi. Il "Domitia Village", che si mangia pineta e spiaggia per 800 metri di lunghezza per dare vita a 181 appartamenti, è solo lultimo dei tentativi di devastazione della fascia costiera. Secondo il Wwf, occorreranno 80 anni per ripristinare gli equilibri naturali nellarea. Il cemento ha fatto scomparire la lepre selvatica, le cinciallegre, le farfalle, mentre tra i vegetali mancano allappello lecci, pini, corbezzoli, gigli di mare, santolina delle spiagge e sparto pungente.