E sulla "battaglia di Anghiari" di Leonardo: "Meglio lasciarla dov'è" "Dietro quell'acquisto, così come dietro le critiche ad esso rivolte, c'é un'operazione di palazzo. Il crocifisso, in sé, è completamente ininfluente". Così il critico d'arte Philippe Daverio, a margine della presentazione del rapporto sull'attività 2009-2010 del polo museale fiorentino, ha commentato oggi la vicenda dell'acquisto da parte del Mibac, per oltre tre milioni di euro, del crocifisso ligneo attribuito a Michelangelo, sulla quale è intervenuta la Procura della Corte dei Conti per danno erariale. L'opera potrebbe non essere stata realizzata da Michelangelo e dunque avere un valore decisamente inferiore. "Sin dall'inizio ho espresso dei dubbi sull'acquisto - ha spiegato Daverio - perché Michelangelo non è mai così grazioso, è greve; di fronte a queste operazioni, bisognerebbe sempre essere molto guardinghi". Parlando con i giornalisti, il critico ha anche dedicato qualche parola alla ricerca del perduto dipinto di Leonardo La battaglia di Anghiari dietro la parete del salone dei Cinquecento che accoglie l'affresco del Vasari La battaglia di Scannagallo. "Lascerei questo dipinto dov'é - ha detto - non si possono fare questi giochi sulla storia; e credo non ci esistano tuttora nemmeno le competenze tecniche per fare in modo che, volendoli fare, non si causino danni. Per questo - ha ribadito - sarebbe bene che la Battaglia di Anghiari sia lasciata in pace dov'é". Attribuire al polo museale fiorentino, cui fanno capo, tra i vari tesori, i capolavori custoditi agli Uffizi e nella Galleria dell'Accademia, "un'autonomia economica simile a quella di una fondazione, con una capacità di gestione dei propri soldi che sia più libera di quella che obbliga solitamente la contabilità pubblica". E' la proposta lanciata al Mibac dal critico d'arte Philippe Daverio, questo pomeriggio a Firenze per prendere parte, insieme alla sovrintendente del polo museale del capoluogo toscano Cristina Acidini, alla presentazione del rapporto sull'attività 2009-2010 dello stesso polo. "Questo sistema museale - ha spiegato Daverio - è una macchina potentissima, ma che non è ancora diventata quello che dovrebbe essere. E' una fabbrica di danaro costretta a riversare altrove parte dei proventi che riesce a raccogliere. Di esso fanno parte 24 realtà museali che non saranno mai tutte produttrici di denaro: avere una centrale che raccoglie energie per far campare tutti sarebbe fondamentali". "Per questo - ha concluso il critico - è l'ora che si decida se è possibile fare il passo dell'autonomia economica per il polo". Fonte: ANSA