Finora avevano letto in silenzio le critiche al progetto di recupero e restauro del Fontego dei Tedeschi. Dopo l'esposto-denuncia di Italia Nostra e il dibattito che sta prendendo una china non proprio entusiasmante, i vertici di Edizione Property (gruppo Benetton) hanno deciso di rompere la consegna e rispondere per le rime e con i fatti, mettendo in moto i propri avvocati per partire con le denunce e le cause nei confronti di chi avrebbe esagerato con i toni, mettendo tra l'altro la società in difficoltà con chi (da tempo si parla della Rinascente) dovrebbe gestire gli spazi commerciali. «Edizione - si legge in una nota della società proprietaria del palazzo - ha preso atto con rispetto del dibattito e della diversità di opinioni emerse in questi mesi sul progetto di recupero architettonico e funzionale, ma ritiene inaccettabili quelle iniziative che travalicano i confini del confronto culturale e scientifico per degenerare in dichiarazioni pubbliche non veritiere e prive di qualsiasi fondamento o in denunce penali manifestamente pretestuose e inconsistenti come quella presentata da Italia Nostra». La maggior parte delle critiche mosse ruota attorno alla ormai famosa "terrazza a vasca" che il progetto originario prevedeva dietro le merlature della facciata. Dopo numerosi incontri con Comune e Soprintendenza, lo studio Oma di Rem Koolhaas ha deciso di seguire una via più soft e sostenibile, quella della terrazza (di dimensioni meno importanti) nascosta dietro ad una porzione di falda del tetto che all'occorrenza può essere spostata grazie ad un marchingegno. In posizione di "riposo", hanno garantito i progettisti, nessuno si accorgerebbe della differenza. Anche in merito alle accuse, rivolte però al Comune, di aver creato una corsia preferenziale in cambio di 6 milioni in contropartita alla rinuncia dello standard pubblico, Edizione Property risponde per le rime. «I rapporti intrattenuti con tutte le pubbliche autorità, inclusa la Soprintendenza di Venezia - conclude la nota - per ottimizzare il progetto di riqualificazione del sono sempre stati reciprocamente corretti e rispettosi dei ruoli e delle procedure, per assicurare che il recupero di uno dei più grandi palazzi di Venezia avvenga nel rispetto del pubblico interesse e restituisca alla città ed alla vita economica un punto di forza a livello internazionale».