Per settimane, per non dire mesi, hanno assorbito i colpi senza rispondere. Anzi, «prendendo atto con rispetto del dibattito e della diversità di opinioni sul progetto di recupero architettonico e funzionale del Fontego dei Tedeschi». Ma ora, dopo la lettera-esposto di Italia Nostra che ha portato all'apertura di un fascicolo conoscitivo (senza indagati, né ipotesi di reato) da parte della procura di Venezia, il vaso per Edizione è colmo. E ieri sera, in una nota, la holding del gruppo Benetton non ha escluso querele per i critici, mentre ha «scagionato» la soprintendente Renata Codello dall'accusa di aver collaborato con lo studio dell'architetto olandese Rem Koolhaas, come risultava dal sito internet. «Lo studio Orna ha presentato scuse formali alla dottoressa Renata Codello - dicono dalla società - Edizione a sua volta ha espresso al Soprintendente il proprio rincrescimento per quanto accaduto». Il giallo era nato per la presenza tra le «collaborations» dell'architetto Codello, sotto la dicitura «preservation advisor», cioè consulente per la conservazione: il nome, dopo che il link del sito era stato fatto circolare da alcuni architetti veneziani, era sparito nell'arco di poche ore, ma la Direzione regionale ai beni culturali ha disposto delle verifiche al riguardo. Ieri però Edizione ha precisato che si è trattato di un errore dello studio, «commesso da un suo collaboratore che l'ha citata in modo inappropriato, con una traduzione distorta e pregiudizievole per il titolo, il ruolo e la professionalità della persona». «I rapporti intrattenuti con tutte le pubbliche autorità, inclusa la Soprintendenza, per ottimizzare il progetto sono sempre stati corretti e rispettosi dei ruoli e delle procedure», continua la nota. Ma quello che più ha scatenato la reazione del gruppo di Ponzano è stata la notizia dell'apertura del fascicolo da parte del pm Angela Masiello: in realtà un atto dovuto sulla base della lettera-esposto che criticava la terrazza e altri interventi, ipotizzando una violazione del codice dei beni culturali. «Edizione ritiene inaccettabili dichiarazioni pubbliche prive di qualsiasi fondamento - protesta il gruppo - o in denunce penali manifestamente pretestuose e inconsistenti come quella presentata da Italia Nostra». La vicenda potrebbe dunque finire in tribunale, anche perché il problema non è solo di immagine. Quelle dichiarazioni, unite a quelle di altri protagonisti del dibattito di questi giorni possono essere «foriere di danni anche in relazione alle negoziazioni in corso con partners per l'iniziativa imprenditoriale». Insomma, le polemiche rischiano di allontanare gli investitori ed è questo, ancor più che la classica faccia, quello che i Benetton temono di perdere.