Non cè bisogno di ricorrere alla triste mortificazione del "principio responsabilità" di Hans Jonas per giudicare, con stupore e con timore, le ultime politiche della Regione Campania in tema di aggressione al paesaggio, premi alla rendita speculativa e predatoria, confezionamento di regole urbanistiche su misura, precise, come un sarto di haute couture. Solo chi si manifesta irresponsabilmente lontano da una moderna cultura di difesa del paesaggio, infatti, potrebbe consentire la formazione di quel miscuglio di norme, leggi, commi e regolamenti attuativi, inconcepibili in qualsiasi altra regione italiana, dove è ancora vigente larticolo 9 della Costituzione, cardine della tutela del paesaggio in tutta la nazione, ma, a quanto pare, non nelle aree vincolate della Campania. Mostrando di recepire con prontezza le esigenze di chi necessita di smistare i propri capitali in unindustria del cemento in rallentamento, in Regione Campania si è pensato che le aree costiere, gli agrumeti sorrentini e amalfitani, gli antichi terrazzamenti e gli uliveti, fossero materiale utile al rilancio di uneconomia parassitaria che utilizza il costoso cemento nelle aree di pregio per arricchire le tasche di pochi, smembrando e demolendo un patrimonio di tutti. La moneta-paesaggio, insomma, è lunica idea solida che il nuovo corso della politica regionale (molto simile, in questo, a quello precedente) mette in campo con protervia, accreditando modalità miopi e non sempre limpide di produzione della ricchezza. A pochi mesi dalla scadenza del cosiddetto "piano casa", ad esempio, si cominciano a materializzare le prime istanze dei privati per cementificare, in maniera mirata e meditata, aree di pregio del Cilento, della Costiera Sorrentina, della costa a nord di Napoli, persino ai margini della zona rossa del Vesuvio. E non si tratta solo dei pur utili ampliamenti degli edifici mono o bi-familiari. Con la scusa, un po vigliacca, del social housing, e del recupero di poco credibili "aree degradate" (articolo 7, legge regionale 192009) ci si accinge a cambiare i connotati di interi paesaggi, già tra laltro in pericolosa mutazione. Di recente, però, la Regione Campania ha provato a superare se stessa. La recente legge regionale 12012, la cosiddetta finanziaria regionale, invece di occuparsi di tagli sensati alla spesa e di modalità strutturali di rilancio delleconomia, allarticolo 52 ha definitivamente cassato gli ultimi impicci normativi che consentiranno a chiunque e in qualsiasi modo di scavare box multipiano nelle aree vincolate. Alcune modifiche sono sorprendenti. Le leggi vigenti avevano già consentito lo sbancamento di quasi il 5 per cento del territorio ancora vergine della Penisola Sorrentina, al punto che il mercato non è riuscito ad assorbire lenorme numero di box pertinenziali realizzati. Tali garage, secondo le precedenti leggi regionali, dovevano essere venduti entro 36 mesi dalla loro realizzazione, pena lacquisizione al patrimonio pubblico. Questa norma è stata abolita dalla legge 12012, consentendo ai capitali investiti di rimanere prudentemente immobilizzati ad libitum, e trasformando la Penisola nel Bengodi dellinvestimento immobiliare enormemente remunerativo e senza controllo. Lo stesso articolo 52 (comma 12), ancora, si occupa di chiarire che il "piano casa" vale dovunque, comprese le aree sottoposte a piani paesaggistici, dove, invece, gli eventuali interventi dovrebbero sempre seguire una programmazione attenta e la pianificazione di dettaglio. In sintesi, siccome una volta aperta la stura a enormità di questo tipo, i capitali, anche quelli "grigi", si dirigono dove il valore degli immobili è più elevato, lente regionale ha implicitamente deciso di ridurre la Penisola Sorrentina e il Cilento in un disordinato cantiere continuo, depauperando irreversibilmente i paesaggi e minandone lidentità culturale e la stessa vocazione turistica. Questo racconto, che dovrebbe interessare lintera nazione, non è materia da ambientalisti: ha a che fare con la politica, con letica pubblica, con principi di responsabilità, appunto, che dovrebbero trovare nellistituzione pubblica un argine almeno minimale rispetto ai naturali appetiti speculativi e agli scuotimenti che si levano nei momenti di crisi economica. Andare a braccetto con loro, al contrario, vuol dire passare dalle regole al disordine, certificando le proprie responsabilità verso leredità e i valori, come quelli del paesaggio, da passare alle prossime generazioni.
CAMPANIA - la Regione trasforma il paesaggio in un cantiere
La Regione Campania ha approvato una legge finanziaria che cancella gli ultimi impicci normativi che consentivano di scavare box multipiano nelle aree vincolate. Ciò significa che i capitali investiti possono rimanere immobilizzati ad libitum, trasformando la Penisola Sorrentina e il Cilento in un disordinato cantiere continuo. La legge ha anche abolito la norma che consentiva di vendere i box realizzati entro 36 mesi dalla loro realizzazione, pena l'acquisizione al patrimonio pubblico. Questo ha permesso ai capitali di rimanere prudentemente immobilizzati ad libitum, aumentando il valore degli immobili nella zona.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo