Al Ministro per i beni e le attività culturali Professor Lorenzo Ornaghi Ella, Signor Ministro, da Cittadino milanese, conosce per certo la controversa vicenda dello scavo in corso nella piazza che fiancheggia la Basilica di Sant'Ambrogio e che si vuole trasformare, contro le ragioni della storia millenaria della città, nel tetto di una vasta autorimessa multipiano, costruita nel vuoto profondo lasciato dal rimosso Coemeterium ad Martyres. Ella forse non sa che la originaria opposizione del bravo Soprintendente alla scelta "inopportuna per la vicinanza del complesso di Sant'Ambrogio, riferimento simbolico e monumentale della città" fu vinta attraverso l'avocazione della decisione alla direzione regionale, con l'esplicita dichiarazione (registrata allora dalla stampa) che la "scelta politica" della amministrazione comunale non poteva essere messa in discussione dalla istituzione della tutela. Il capovolgimento, Ella ben intende, nell'ordine dei valori sancito dal principio di priorità della tutela scolpito nell'art. 9 della costituzione. Se la tutela deve cedere alla politica non v'è ragione di tenere in vita lo stesso ministero per i beni culturali affidato alla Sua responsabilità. Non è esaurito lo scavo archeologico che ancora, la stampa ne ha dato conto in questi giorni, continua a svelare le sepolture dell'antico cimitero, perché, come aveva potuto confermare la società tra operatori archeologi incaricata nel 2005 dei sondaggi preliminari, l'uso sepolcrale del sito, attestato fin dal primo secolo, ha costituito "una delle più importanti ed estese aree funerarie legate alla presenza di sepolture di martiri cristiani: necropoli ad martyres". Ed è qui, su questi resti santi, che nel 379 Ambrogio avvia l'edificazione della Basilica al cui interno, secondo la testimonianza di Agostino (Confessiones, VI, 7), nel 386 fu compiuta la solenne traslazione delle reliquie. Dunque l'area sacra funeraria, che si sta distruggendo nel perverso esercizio della così detta archeologia preventiva, è la matrice stessa della Basilica. Come può essere avvenuto, noi ci domandiamo, perfino con il distratto consenso del comitato tecnico scientifico per i beni architettonici (ma non è stato consultato il comitato per i beni archeologici), che un tale deposito di sacre memorie sia stato avviato alla distruzione sol per far posto ai cinque piani dell'autorimessa ipogea e che questa conversione d'uso sia stata ritenuta compatibile con il sito del vasto Coemeterium ad martyres ? L'interrogativo è inquietante perché mette direttamente in discussione il ruolo stesso della istituzione della tutela. E, con la franchezza che è espressione del profondo rispetto e della stima che nutriamo per la Sua persona, ci permettiamo di porlo alla responsabilità del Ministro per i beni e per le attività culturali di un Governo "tecnico" costituito per porre rimedio alle insufficienze di una certa politica e resistere ai suoi condizionamenti. Un Governo e un Ministero dai quali si attende l'affermazione del primato delle istituzioni e la risolutezza nel riaffermare in concreto quel primato quando sia stato negato dalle scelte di una cattiva politica. Osiamo invocare dunque da Lei l'intervento d'urgenza che valga a ripristinare il ruolo della tutela con l'arresto della condotta che consuma la sostanza fisica della storica piazza nelle sue millenarie fondazioni, per una conversione d'uso che è la profanazione del coemeterium protocristiano all'origine della Basilica di Sant'Ambrogio. Né dal Ministro per i beni culturali può essere opposta l'eccezione economica che ha fermato l'amministrazione comunale attuale, pur contraria a un'opera (ereditata dalle amministrazioni precedenti) giudicata funzionalmente dannosa come il parcheggio automobilistico portato fin dentro il cuore della città. Se pur si ponesse, ma non ne siamo certi, l'obbligo di indennizzare l'impresa concessionaria dell'opera, crediamo che il risultato del ripristino della integrità della piazza di Sant'Ambrogio abbia un incommensurabile valore intrinseco (ma anche ideale, esemplare di una doverosa riparazione) a fronte dell'onere economico dell'operazione che dovesse essere sopportato dalla comunità nazionale. Milano, 18 febbraio 2012. Alessandra Mottola Molfino, Presidente Nazionale Italia Nostra
Milano, S. Ambrogio: appello di Alessandra Mottola Molfino, presidente di Italia Nostra , al ministro Ornaghi
Il Ministro per i beni e le attività culturali, Lorenzo Ornaghi, è stato criticato per aver autorizzato lo scavo in corso nella piazza che fiancheggia la Basilica di Sant'Ambrogio per costruire un'autorimessa multipiano. L'opposizione è stata avanzata dal Soprintendente, che ha affermato che la scelta è "inopportuna" per la vicinanza del complesso di Sant'Ambrogio. Il Ministro ha confermato che la decisione è stata presa dalla direzione regionale e che la tutela scolpita nell'art. 9 della costituzione non può essere messa in discussione.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo