Sulla sua trasformazione da palazzo del commercio di mezzo millennio fa a centro commerciale targato Benetton con scale mobili e terrazza con vista su malto, a Venezia si litiga da mesi. Da un lato intellettuali importanti come Salvatore Settis, ex direttore della Normale di Pisa, il rettore dello Iuav Amerigo Restucci, il noto architetto Paolo Portoghesi si sono dichiarati apertamente contrari, affiancati da comitati e architetti locali. Dall'altro il sindaco Giorgio Orsoni e l'ex rettore Marino Folin hanno invece difeso il progetto a spada tratta. D'altra parte quei 6 milioni sborsati da Edizione Property, la società immobiliare del gruppo di Ponzano Veneto, per il cosiddetto «beneficio pubblico» hanno salvato il bilancio 2o11 del Comune di Venezia. Ma ora sul progetto che dovrebbe trasformare il Fonte-go dei Tedeschi, enorme palazzo ai piedi del Ponte di Rialto, nel fiore all'occhiello dei Benetton, ha acceso i riflettori anche la procura della Repubblica di Venezia: il pm lagunare Angela Masiello ha infatti aperto un fascicolo dopo che sul suo tavolo è arrivata la lettera di due pagine inviata nei giorni scorsi dalla presidente nazionale di Italia Nostra Alessandra Mottola Molfino al procuratore capo Luigi Delpino. Allo stato di tratta di un fascicolo «modello 45», ovvero un'indagine conoscitiva: non ci sono indagati, né ipotesi di reato. Ma nella lettera la presidente di Italia Nostra ipotizzava due possibili violazioni penali: da un lato l'articolo 170 del codice dei beni culturali del 2004, che punisce «chiunque destina i beni culturali ad uso incompatibile con il loro carattere storico od artistico o pregiudizievole perla loro conservazione o integrità», dall'altro l'articolo 635 del codice penale, per cui è responsabile di danneggiamento aggravato chi «deteriora cose di interesse storico o artistico». Tutte ipotesi che il magistrato dovrà valutare. Nel mirino dei critici ci sono in particolare alcuni elementi del progetto: la maxi-terrazza, su cui però sono in corso trattative per una versione «soft», un lucernaio rialzato per ricavare altri 800 metri quadri all'ultimo piano e una scala mobile «amovibile», cioè elevabile fino a 9 metri per liberare la corte in caso di eventi pubblici. Tutti interventi che, secondo Italia Nostra, «contrastano con le vigenti norme del piano regolatore» e sono «un gravissimo prece-dente. che avvia a uno «stravolgimento dell'intera città». Il palazzo ha una storia lunga e tortuosa. Fu Napoleone nel 1797 a interromperne la tradizione commerciale e a trasferirlo al Demanio. Negli ultimi decenni era stato la sede centrale delle Poste, prima che i Benetton spendessero 53 milioni di euro per comprarlo con l'obiettivo di creare un grande magazzino, con una galleria commerciale alla «El Corte Inglés», un piano tutto dedicato all'artigianato di pregio locale e un auditorium nel sottotetto. Per questo i Benetton si sono affidati a una delle archistar più in voga, l'olandese Rem Koolhaas, Leone d'oro alla carriera nel nolo proprio a Venezia. Ma la sua idea di restyling non è piaciuta alla città, in particolare quella terrazza cosiddetta «a vasca» sul tetto. Mai nessuno aveva finora pensato a un belvedere del genere sul Canal Grande e residenti, comitati e associazioni ambientaliste sono saliti sulle barricate. Tant'è che lo studio di Koolhaas, 1'Oma di Rotterdam, ha deciso di mettere mano ai disegni originali e creare uno spazio chiuso con tetto di acciaio e vetro fatto di pannelli apribili. Poco importa che degli affreschi di Giorgione e Tiziano che illuminavano le facciate del palazzo non rimanga nemmeno l'ombra e che negli anni '30 la fabbrica cinquecentesca sia stata sventrata per fare spazio al cemento armato. Entro fine mese, secondo la convenzione con Ca' Farsetti, Edizioni Property avrebbe dovuto avere in mano tutte le autorizzazioni: in particolare quelle della Soprintendenza. Ma l'iter si è allungato perché l'incartamento verrà vagliato anche dalla Direzione regionale per i beni culturali e dal Comitato tecnico nazionale del ministero ai Beni culturali. Difficilmente dunque il voto del consiglio comunale obbligatorio arriverà questo mese.
Corriere della Sera
21 Febbraio 2012
VENEZIA - Fontego dei tedeschi la procura di Venezia apre un'inchiesta
AL
Alberto Zorzi
Corriere della Sera
A Venezia si sta litigando sulla trasformazione del Fonte-go dei Tedeschi, un palazzo storico, in un centro commerciale Benetton. Intellettuali e comitati locali si sono contrari al progetto, che include la costruzione di una maxi-terrazza e una scala mobile. La procura della Repubblica di Venezia ha aperto un fascicolo per indagare se il progetto viola le norme del piano regolatore e danneggia la conservazione dell'edificio. La presidente di Italia Nostra ha ipotizzato due violazioni penali: l'articolo 170 del codice dei beni culturali e l'articolo 635 del codice penale.
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Bene culturale
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