Oltre a quello (salatissimo) delle buche sulle strade, le infiltrazioni della neve stanno presentando anche un altro conto che potrebbe esplodere nei prossimi giorni: i danni ai monumenti. Dopo il crollo di una scheggia dal soffitto del fragilissimo portico dei Servi in Strada Maggiore, ieri sono venuti allo scoperto danni seri ai gradini della statua della Madonna Immacolata in piazza Malpighi, quasi completamenti divelti dalla neve e dal ghiaccio. «Di problemi come questi ne usciranno molti nei prossimi giorni avverte la direttrice dei Beni culturali dell'Emilia-Romagna Carla Di Francesco , ma per ora a noi segnalazioni di particolare gravità non ne sono arrivate, nè per monumenti nè per palazzi storici. C'è stata qualche infiltrazione nella biblioteca dell'Ibc, ma nessun danno rilevante». Se per il portico dei Servi danni alla struttura «sono abbastanza frequenti, per la debolezza intrinseca del materiale a matrice argillosa», per i monumenti come quello di piazza Malpighi il problema è dato soprattutto dal ghiaccio. «L'acqua e la neve, con le temperature rigidissime che ci sono state nelle settimane scorse spiega Di Francesco sono ghiacciate e, aumentando di volume, hanno creato dei danni inevitabili. I problemi più gravi, in genere, li hanno proprio i materiali lapidei nelle parti più sottili, come gli spigoli, i gradini, i ricci dei capitelli o dei basamenti, le cornici. Sono tutte parti molto vulnerabili, soprattutto per i materiali utilizzati». E una volta che i monumenti sono stati danneggiati, come si corre ai ripari? «Ecco, bisogna ammettere che poi ripararli è davvero molto complesso continua la direttrice regionale dei Beni culturali serviranno sicuramente degli interventi particolari realizzati da personale specializzato». Dove necessario, quindi, bisognerà presentare un progetto alla Soprintendenza, nel caso di monumenti o palazzi vincolati. Quanto ai gradini danneggiati della statua della Madonna in piazza Malpighi la Di Francesco non vede molte alternative: «Credo proprio dice che quelli bisognerà smontarli e rimontarli, per poterli riparare».