Tutti si dicono favorevoli ma poi in tanti mostrano perplessità e avversione Il Piano paesistico di Siracusa, ambito 14-17, come ampiamente previsto, è diventato un elemento di scontri e polemiche fra tecnici, operatori dell'edilizia, politici ed associazioni ambientalistiche. Appare paradossale che mentre, a parole, nessuno dichiara la propria contrarietà al piano, entrando nei dettagli, in tanti mostrano perplessità se non avversione. «Il piano paesistico e la sua pubblicazione - spara a zero il tecnico Daniele Manfredi, già componente della commissione urbanistica comunale ed ex portavoce dell'Mpa - è stato definito da qualcuno, come la certezza delle regole. Mi spiace dovere verificare che un tale giudizio non sia confortato dalla visione degli atti. La concertazione richiesta dalla precedente amministrazione, non è stata tenuta nella debita considerazione. La nostra città rimane chiusa in un abbraccio mortale senza alcuna possibilità di modernizzarsi né di dotarsi di infrastrutture e servizi. I livelli di tutela 2 e 3 previsti, non consentono in queste zone varianti al Piano regolatore generale e spostano le zone possibili ad una distanza tale che le sole opere di urbanizzazione costerebbe milioni di euro». Per il tecnico netino sarebbero state disattese le osservazioni suggerite in passato. «Si è passato ogni limite - continua Manfredi - imponendo vincoli persino nelle zone urbanizzate, nelle zone C e nei piani di lottizzazione». Non meno tenero il consigliere del movimento civico Noto nostra Salvo Veneziano. «Il tanto decantato piano paesistico rappresenta il colpo mortale per l'economia della nostra città; basta aprire le tavole ed il colpo d'occhio è devastante: quasi tutto il nostro territorio vincolato, mummificato, non sarà possibile muovere una pietra e persino ciò che è già stato autorizzato rischia di essere bloccato. In quanto legge di sistema non si mette in discussione il piano di per sé, ma non si possono creare limiti ad ogni cosa; addirittura in agricoltura, in alcune zone non saranno permesse le coltivazioni in serra o intensive. Il settore dell'edilizia ed il suo indotto, già pesantemente interessato dalla crisi economica, sarà azzerato nella nostra città se questo piano non verrà corretto». Esprime un giudizio favorevole il capogruppo consiliare del Pd Corrado Frasca. «Pur con qualche perplessità su cui meditare, in linea di massima concordo sul fatto che bisogna porre un freno alla cementificazione delle campagne ed allo spopolamento del centro storico». Ancora più deciso il giudizio di Paolo Tiralongo, uno dei consulenti per la tutela ambientale dell'amministrazione Bonfanti. «Non è possibile continuare a cementificare il territorio, mentre in città vi sono oltre 17.000 vani vuoti ed in campagna migliaia di casali e villette abbandonate. Questa sarebbe la vera mummificazione che annullerebbe ogni prospettiva di sviluppo. Il piano paesistico, che certamente può essere migliorato, è lo strumento principale per valorizzare il territorio, limitare una cementificazione indiscriminata ed indirizzare il comparto edile verso il recupero, il riuso ed il restauro dell'enorme patrimonio immobiliare esistente». Roberto Nastasi 21022012
SICILIA - Il Piano paesaggistico diventa terreno di scontro fra politici e ambientalisti
Il piano paesistico di Siracusa è stato oggetto di polemiche e controversie tra tecnici, operatori dell'edilizia, politici e associazioni ambientalistiche. Molti mostrano perplessità e avversione al piano, anche se a parole dichiarano la propria approvazione. Il piano è stato definito come "certezza delle regole" e come un limite per la modernizzazione e il sviluppo della città. I tecnici sostengono che il piano è stato disatteso le loro osservazioni e che le zone vincolate non consentono varianti al piano regolatore generale. L'economia della città è stata definita come "colpo mortale" e il piano è stato criticato per il suo impatto negativo sull'agricoltura e sull'edilizia.
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