Riesplode la tensione: dossier al ministro, orchestrali in borghese, comunicato prima della "Traviata" «SIAMO sottoccupati. Questo teatro, che il mondo ci invidia, è aperto solo otto-nove volte al mese. E questo è inconcepibile: potrebbe produrre molto di più e valorizzare il suo organico». Sono alcune delle note di protesta contenute nel comunicato che sarà letto al pubblico a inizio serata, alla prima di stasera della "Traviata". Orchestrali, coro e corpo di ballo del Teatro Massimo intendono così manifestare il loro disagio, sfociato la settimana scorsa nella richiesta di dimissioni del direttore artistico, Lorenzo Mariani. In particolare lOrchestra, per testimoniare il senso di "mortificazione" professionale delle masse artistiche, suonerà in abiti borghesi. Nel comunicato si sostiene che il malessere, che dura da sette anni, è dovuto a un deficit di programmazione, imputabile alle scelte della direzione artistica. «Parliamo innanzitutto - è scritto nella nota firmata da Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uil e Fials - di impressionanti e inspiegabili vuoti di programmazione che vanno a scontrarsi con un principio morale che ci vede sottoccupati esattamente nel momento in cui siamo convinti che un teatro della portata del Massimo di Palermo dovrebbe produrre molto di più, valorizzando il grande organico orchestrale e comunque tutte le sue masse artistiche». Professori dorchestra prima e corpo di ballo poi, votando allunanimità le dimissioni, hanno contestato il ruolo di guida del direttore artistico e la mancanza di «competenza, passione e apertura verso le masse artistiche». Uno stato di insoddisfazione che si è aggravato per il fatto che dal 1 gennaio, con la legge Bondi, agli artisti dipendenti dalla Fondazione è vietato offrire prestazioni esterne. «In un momento del genere constatiamo che il direttore artistico è invece più attento alla sua attività privata, incrementata grazie al buon nome del Teatro Massimo». La lettera fa seguito a un dossier che i sindacati hanno appena inviato al ministro dei Beni culturali Ornaghi, al governatore Lombardo e al commissario Latella. Un dossier che raccoglie dati sul sottodimensionamento degli organici, sintesi di assemblee, articoli che danno conto della conflittualità dei rapporti sindacali col sovrintendente Antonio Cognata. Un dossier al quale per ora la Fondazione non replica, e con il quale si chiede il rilancio del Teatro e la fine del precariato. Il coro, che dovrebbe essere di 91 unità, è formato da 60 artisti a tempo determinato e 7 a termine. E il corpo di ballo, secondo i sindacati, è a serio rischio smembramento. Giovedì gli artisti precari della Fondazione, alle 17 a Corte Sammuzzo, apriranno con il loro intervento unassemblea artistica pubblica, alla quale parteciperanno Rita Borsellino, Claudio Fava e Leoluca Orlando. Stasera un assaggio sul palco del Massimo, prima della "Traviata". a. r.
PALERMO - Teatro Massimo, nuovi venti di guerra i sindacati sul palco attaccano i vertici
Il Teatro Massimo di Palermo è stato oggetto di una protesta da parte degli artisti, che hanno richiesto il rilancio del teatro e la fine del precariato. Il direttore artistico, Lorenzo Mariani, è stato criticato per la mancanza di programmazione e per aver favorito la sua attività privata. I sindacati hanno inviato un dossier al ministro dei Beni culturali e al governatore Lombardo, che raccoglie dati sulla sottodimensionamento degli organici e sulla conflittualità dei rapporti con il sovrintendente. Il coro e il corpo di ballo del teatro sono a rischio smembramento, con il coro formato da 60 artisti a tempo determinato e 7 a termine.
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