Regioni Cultura Torino, 20 feb. - (Adnkronos) - Il piccolo crocifisso in legno di tiglio, ritenuto opera giovanile di Michelangelo Buonarrotti e oggi al centro di polemiche dopo che la Corte dei Conti ha giudicato eccessivi i 3,8 mln di euro spesi dalla sovrintendenza fiorentina per conto del Ministero per acquistarlo, a meta' degli anni 2000 venne offerto agli enti locali torinesi e piemontesi, ma quell'acquisto non ando' mai in porto. A ricordarlo e' l'ex assessore alla Cultura della Citta' di Torino, Fiorenzo Alfieri, che interpellato dall'Adnkronos spiega: "Nel 2005 il crocifisso fu esposto gratuitamente nella Biblioteca Reale nell'ambito di una mostra dedicata alla Passione di Cristo, poi gli enti locali e le fondazioni bancarie vennero sollecitate al suo acquisto, ma la risposta di tutti i soggetti chiamati in causa fu negativa". "Il no - prosegue Alfieri - fu motivato non solo perche' la cifra chiesta allora, che per quanto ricordo era superiore a quella poi pagata nel 2008, era molto elevata ma anche per il fatto che non c'era alcuna certezza che l'opera fosse davvero del Michelangelo, sebbene anche allora autorevoli pareri si erano espressi in tal senso. In ogni caso - conclude l'ex assessore alla Cultura - a prescindere dalla questione autenticita', su cui non ho elementi per entrare nel merito, non era quella un'epoca in cui si potesse spendere cifre cosi' elevate". 20022012