Si presenta oggi a Bari, presso il Museo diocesano (ore 19,15), tra le varie iniziative riguardanti la Cattedrale di Bari, anche il restauro interno, con la nuova illuminazione e nstallazione d'impianti tecnologici. Le opere, finanziate dal ministero per i Beni e le Attività culturali con i proventi del gioco del Lotto (euro 1.549.371), sono state dirette da Emilia Pellegrino (Soprintendenza per i Beni architettonici dì Bari e Foggia) e, per la parte impiantistica, da Antonio Vernole. Il responsabile del restauro è stato prima Gian Marco Jacobitti, ora direttore regionale, e poi 'attuale soprintendente reggente, Marcello Benedetteli. Al restauro delle decorazioni della cripta e delle suppellettili marmoree ha collaborato Rosanna Gnisci (Soprintendenza per il Patrimonio storico artistico di Bari e Foggia); gli scavi eseguiti all'esterno sono stati diretti da Maria Rosaria Depalo (Soprintendenza Archeologica della Puglia) con la consulenza di Dario Ciminale e l'apporto della cooperativa «I-drias». L'impresa che ha realizzato le opere edili è la TEA di Altamura. Gli interventi di restauro sui paramenti lapidei sono invece stati eseguiti dai restauratori del consorzio «Iconos» di Sam-michele (Antonella Martinelli), da Maria Galante di Mola e dall'impresa Olimpo. Il rilievo e la «mappatura informatizzata» delle superfici lapidee sono stati eseguiti da Sabino Mazzacane con la consulenza storica di Maurizio Triggìani.
Un patrimonio e i soldi del Lotto
Oggi a Bari, presso il Museo diocesano, si apre al pubblico il restauro interno della Cattedrale di Bari. Le opere sono state finanziate dal ministero per i Beni e le Attività culturali con i proventi del gioco del Lotto. Il restauro è stato diretto da Emilia Pellegrino e Antonio Vernole, con la consulenza di Gian Marco Jacobitti e Marcello Benedetteli. Le decorazioni della cripta e le suppellettili marmoree sono state restaurate, mentre gli scavi eseguiti all'esterno sono stati diretti da Maria Rosaria Depalo. L'impresa TEA di Altamura ha realizzato le opere edili, mentre i restauratori del consorzio Iconos di Sam-michele hanno lavorato sui paramenti lapidei.
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