Dopo la manifestazione di Tarquinia, andata in scena in occasione della partenza dei lavori del tratto fino a Civitavecchia, ieri in sala Pegaso Italia Nostra, insieme ad altri comitati ambientalisti, ha celebrato il "No Tirrenica Day". L'associazione, che sta pensando di ricorrere alla Corte di giustizia europea, insieme a molti comitati maremmani, toscani e laziali, prosegue la sua battaglia per difendere il paesaggio e l'economia della maremma tosco-laziale: «Diciamo basta hanno spiegato alla loro distruzione e ai soldi buttati via per grandi opere truffaldine come è l'autostrada Tirrenica. Faremo tutto quanto è nelle nostre possibilità per contrastare quest'opera inutile e dannosa». Per questo, aggiungono: «È stata avviata un'azione legale per il tratto Civitavecchia Tarquinia, azione che intendiamo replicare per tutti i lotti che partiranno.Vogliamo avviare un procedimento di denuncia alla corte di giustizia europea, ma soprattutto vogliamo mobilitare ed informare i cittadini dello scempio che si sta perpetrando a loro danno e a loro insaputa sulla Tirrenica, ma anche sulle altre superstrade toscane a rischio di esprorio e pedaggiamento». Per tutto il giorno è stato esposto il tracciato dell'autostrada. Dopo l'introduzione di Nicola Caracciolo, vice presidente nazionale di Italia Nostra, ci sono stati numerosi interventi di spessore, a partire da quello del professor Antonio Tamburrino fino a quello del senatore Furio Colombo. Ubaldo Giardelli, del comitato per il no alla Sat, ha propposto di ripartire da una grande manifestazione: «Per dire no alla Sat e sì ai beni comuni». Al termine degli interventi la parola è passata ai cittadini e ai vari comitati rappresentanti del territorio