Domani la proposta al cda dopo lesame di diversi profili professionali. Scartati Giambrone e Cutaia Il dirigente ha buoni rapporti con Vaccari che potrebbe restare alla direzione artistica Per la fondazione Petruzzelli è vicino il momento della verità. Dopo le prime riunioni di impostazione della discussione, domani potrebbe essere sciolto il nodo della nomina del sovrintendente. La prima mossa spetterà al sindaco-presidente Michele Emiliano. Dipendesse soltanto da lui, avrebbe già riconfermato il sovrintendente uscente, Giandomenico Vaccari. La richiesta di discontinuità, venuta soprattutto dai consiglieri di amministrazione che rappresentano il ministero per i beni culturali, ha però spinto Emiliano a guardarsi intorno. Il sindaco ha sondato numerosi possibili sostituti di Giandomenico Vaccari. A cominciare da Carlo Fontana, già sovrintendente della Scala di Milano, che però ha dato la disponibilità a fornire soltanto una consulenza. Domani in consiglio di amministrazione Michele Emiliano si presenterà con il nome del nuovo sovrintendente. Nelle ultime ore sono salite le quotazioni di Maurizio Pietrantonio, fino a pochi mesi fa sovrintendente del teatro lirico di Cagliari. A lui Michele Emiliano è arrivato dopo aver esaminato diversi profili professionali. Scartati a priori i nomi suggeriti da Roma (Francesco Giambrone e Ninni Cutaia), il sindaco si è concentrato sullex sovrintendente di Cagliari. Su di lui potrebbero convergere i consiglieri di amministrazione, anche in considerazione che non si tratta di un nome sconosciuto. Del resto, Pietrantonio non fece mancare il suo appoggio e i suoi consigli nella fase di avvio della fondazione lirica barese, quando al vertice della stessa cera Angiola Filipponio Tatarella. Nella lista di Michele Emiliano il nome di Pietrantonio è passato al primo posto anche per questa ragione. Se il sindaco dovesse riuscire a incassare il via libera del consiglio di amministrazione, il passaggio successivo sarebbe la nomina del direttore artistico. Spetta al sovrintendente, ma Pietrantonio non avrebbe problemi a chiamare Giandomenico Vaccari (fra i due ci sono ottimi rapporti). Il difficile, ovviamente, verrà subito dopo. Quando, cioè, si tratterà di approvare il bilancio della fondazione e, soprattutto, programmare il futuro. Il consiglio di amministrazione ascolterà anche Carlo Fontana (domani è annunciata la sua presenza in città), che a quanto pare avrebbe espresso apprezzamento sul nome di Pietrantonio. Al di là di programmi e suggerimenti, però, a mancare è la certezza sulle risorse. Problema antico, che non può certo essere addebitato a chi ha guidato la fondazione fino ad oggi. A Vaccari è stata rimproverata una gestione del personale eccessivamente sbilanciata in favore delle richieste del sindacato, soprattutto della Cgil. Il sovrintendente uscente paga soprattutto per questo, ma si illude chi pensa che il passaggio del testimone alla sovrintendenza dellente lirico possa risolvere come per incanto tutti i problemi strutturali della fondazione. Il presidente della Regione, Nichi Vendola, già alcuni giorni fa ha auspicato che la fondazione lirica pensi in grande e impari a osare. «Così come solo le aziende che investono in innovazione e modernizzazione escono dalla crisi - ha detto - così anche le grandi strutture culturali escono dalla crisi accettando la sfida del grande circuito internazionale. Su questo punto sono sicuro che il sindaco Emiliano non possa che essere daccordo. Noi qui in Puglia sappiamo bene cosè lindustria culturale: non è soltanto la costruzione degli eventi, ma è una grande filiera produttiva. Da una esperienza come quella della prima fase non si può uscire se non migliorando, facendo ancora un ulteriore salto in avanti». Un percorso condivisibile, che però richiederà investimenti. E in una fondazione che fino da oggi ha potuto fare affidamento soltanto su fondi pubblici il rischio è di ritrovarsi in una corsa con parecchi handicap. Il lavoro che attende il nuovo sovrintendente non sarà semplice. Per la fondazione Petruzzelli comincia di fatto la fase due. Quella, in sostanza, della strutturazione e del consolidamento dellente, anche e soprattutto sotto il profilo economico e finanziario. In tempi di tagli massicci alla cultura e a tutte le forme di trasferimento statale, i sacrifici saranno inevitabili. Ci sarà una cura dimagrante sugli organici, che per alcuni profili vengono considerati sovradimensionati. Scommettere che tutto questo avvenga in modo indolore è per il momento azzardato.