Michelangelo sì o no? Resta invisibile la statua lignea "sotto inchiesta" La vicenda desta imbarazzo tra cellulari staccati e "no comment" diplomatici Prima il tour in tv e nei musei, poi lo scantinato. Strano destino quello del Cristo di Michelangelo sì o Michelangelo no che da oltre un anno giace sottochiave in qualche magazzino, invece di essere esposto al museo del Bargello, a cui era destinato sin dal suo acquisto, nel 2008. Un anno fa, la soprintendente al polo museale Cristina Acidini nella lista di coloro che, venerdì, la Corte dei Conti ha rinviato a giudizio per danno erariale, giudicando eccessiva la cifra di 3 milioni e 200 mila euro pagata dallo Stato allantiquario Giancarlo Gallino motivò la scelta di non esporre il crocifisso con la necessità di trovare un «supporto idoneo» per lopera, ma parlò anche di una «richiesta del ministero e dei suoi organi di sospendere lesposizione in attesa del completamento dellinchiesta in corso». Dal ministero nessuno oggi conferma che sia mai stata fatta una richiesta in tal senso. E dellopera, intanto, sono sparite le tracce. O meglio: sappiamo che si trova in uno dei depositi della Soprintendenza, forse nel sotterraneo del Bargello, ma nessuno vuole entrare nel merito. «No comment», risponde via sms Acidini. Mentre la direttrice del museo, Beatrice Paolozzi Strozzi, spegne il cellulare. Allindomani della richiesta di rinvio a giudizio da parte della Corte dei Conti, lex ministro dei beni culturali Sandro Bondi, titolare del dicastero allepoca dellacquisto, rivendica «bontà e correttezza» della procedura. E il sottosegretario ai beni culturali Roberto Cecchi, allora direttore generale, spiega: «Nel 2008 la Corte dei Conti ha dato legittimità allacquisto registrando il contratto relativo. Non capisco questo accanimento... eravamo tutti daccordo, anche il professor Salvatore Settis che allora era il presidente del Consiglio Superiore dei Beni culturali». Settis però sembra non ricordare la circostanza. La storia del crocifisso inizia nel 2004 con unesposizione al museo Horne, nel cui catalogo figurava come probabile opera giovanile di Michelangelo. Giancarlo Gentilini, curatore di quel catalogo e primo sostenitore dellattribuzione insieme a Luciano Bellosi e Umberto Baldini (oggi deceduti) non torna indietro. Tuttaltro: «Da allora ho continuato a indagare e sono sempre più convinto che il Cristo sia di Michelangelo. Ma purtroppo la polemica ha assunto toni che esulano dallanalisi scientifica». Quanto a Mina Gregori e agli studiosi che si opposero alloperazione, ribatte: «Gregori è unesperta di dipinti del Seicento. Sarebbe come se io contestassi lattribuzione di un Caravaggio. Lunica ipotesi coerente è quella di Margrit Lisner, che attribuì il crocifisso al Sansovino, allepoca artista ben più importante del Buonarroti. Non sono daccordo con lei, ma la sua teoria dimostra che si tratta comunque di unopera di enorme valore. Che non ha senso non esporre».
TOSCANA - FIRENZE - Sottochiave il Cristo dei mille dubbi
La statua lignea "Cristo di Michelangelo sì o no" è stata esposta al museo del Bargello a causa di una controversia sulla sua attribuzione. La statua è stata acquistata nel 2008 con un costo di 3 milioni e 200 mila euro, ma la Corte dei Conti ha rinviatola a giudizio per danno erariale. La soprintendente Cristina Acidini ha motivato la scelta di non esporre la statua con la necessità di trovare un supporto idoneo per lopera, ma non ha confermato che il ministero abbia richiesto di sospendere l'esposizione. La statua è stata trovata in uno dei depositi della Soprintendenza, ma nessuno vuole discutere del suo destino.
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