I tagli uccidono la cultura Furto al museo di Olimpia, uno dei siti più importanti del mondo. Grecia sotto shock, si dimette il ministro della Cultura, amico della famiglia Papandreou. La crisi taglia anche la protezione del patrimonio culturale. Due uomini a volto coperto hanno fatto irruzione, ieri mattina alle sette e ventidue, nel museo di Olimpia (che si trova nella moderna cittadina, fuori dall'area archeologica) e dopo aver immobilizzato la guardiana, hanno sottratto dalle teche 65 oggetti votivi in rame provenienti dal santuario di uno dei centri archeologici più noti del Paese. lI ministro della cultura Pavlos Gheroulànos ha immediatamente messo il suo incarico a disposizione del primo ministro Loukàs Papadimos, che si è riservato di decidere se accettarne le dimissioni. «È il minimo che potessi fare», ha detto Gheroulanos, che è uno dei più stretti collaboratori e consiglieri dell'ex premier socialista Jorgos Papandreou. La notizia ha fatto immediatamente il giro del mondo, provocando nuove polemiche nella già provata società greca. Il presidente dell'Unione ellenica dei guardiani museali, Jorgos Dimakakos, ha dichiarato che «più che di un furto si è trattato di una rapina, dal momento che i due uomini avevano il volto coperto col passamontagna e imbracciavano dei kalashnikov. Ma non bisogna dimenticare che rimangono scoperti più di 1.200 posti da guardiano nei musei di tutta la Grecia e che in più di trecento custodi hanno chiesto di andare in pensione a fine 2011 per sfuggire alla cassa integrazione obbligatoria». Ad Olimpia, non a caso, c'era un solo guardiano per ogni turno. Uno shock, che va ad aggiungersi all'amarezza per i continui tagli ad ogni tipo di attività culturale ed all'eco suscitata dal furto, il 9 gennaio scorso, di tre quadri di grandissimo valore trafugati dalla pinacoteca di Atene. In quel caso i ladri avevano agito nella notte, disattivando l'allarme e riuscendo a sottrarre l'opera "Testa di donna" di Picasso, il "mulino a vento" di Mondrian ed uno schizzo con soggetto sacro dell'italiano Domenico Caccia. Anche in questo caso non erano mancate le critiche. Molti mezzi di informazione avevano accusato la direzione della pinacoteca di investito, nei periodi di vacche grasse", cifre troppo ingenti per ricevimenti e pubbliche relazioni, trascurando l'acquisto di nuovi, necessari, sistemi di sicurezza. Pochi giorni fa, l'austerità ha fatto una nuova vittima illustre" nel campo della cultura. Il presidente della Fondazione ellenica di cultura (responsabile per la promozione culturale della Grecia all'estero) professor Jorgos Babiniotis ha dichiarato che il budget approvato per quest'anno, 1,4 milioni di euro ,non potrà mai bastare per mantenere gli standard di qualità e che la Fondazione aveva garantito, con sedi distaccate a Alessandria d'Egitto, Berlino, Odessa, e molti altre città. Questo, malgrado tutti i membri del consiglio direttivo abbiano già da tempo rinunciato al loro stipendio. Malgrado la crisi la Grecia continua a finanziare le cattedre di lingua e letteratura neogreca all'estero, conscia del fatto che la sua cultura e la sua lingua costituiscono un unicum che va difeso e alimentato.
Furto-shock a Olimpia. Ministro dà le dimissioni
Ieri mattina alle sette e ventidue, due uomini a volto coperto hanno fatto irruzione nel museo di Olimpia, in Grecia, e hanno sottratto 65 oggetti votivi in rame provenienti dal santuario. Il ministro della cultura Pavlos Gheroulànos si è dimesso, accusato di non aver fatto abbastanza per proteggere il patrimonio culturale. La crisi ha colpito anche la protezione del patrimonio culturale, con rimanere scoperti più di 1.200 posti da guardiano nei musei di tutta la Grecia. Il furto è stato descritto come una rapina, con i ladri che avevano il volto coperto e imbracciavano kalashnikov.
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