Parla Buranelli, segretario Pontificia commissione dei beni culturali della Chiesa «Notizia indubbiamente interessante, ma va valutata attentamente e con estrema prudenza, anche alla luce dei nomi di santi che vengono citati». Senza negare limportanza del ritrovamento avvenuto nella basilica di San Bonifacio e Alessio, predica "prudenza e attenzione" il professor Francesco Buranelli, segretario della Pontificia commissione dei beni culturali della Chiesa. Perchè, professor Buranelli? Lei sembra diffidente. «Non si tratta di essere diffidenti per partito preso. Non ho visto le reliquie e, ovviamente, non ho fatto nessun sopralluogo. Alla Sovrintendenza ai Beni culturali il compito di fare tutte le verifiche del caso». Nella cassetta sono stati trovati reliquie con nomi sigillati. Si parla di S. Marcellino martire, di Santa Caterina, di San Felice. «Si tratta di santi molto popolari, qui a Roma, ma anche a livello di Chiesa universale. Bisognerebbe capire, tra laltro, come mai queste reliquie erano lì, perché erano tutte insieme, magari risalire a quali eventi queste ossa di santi così popolari possano fare riferimento dal punto di vista storico ed archeologico. E un lavoro lungo, delicato e affascinante». Ma le autorità religiose non si pronunceranno? «Prima deve intervenire la Sovrintendenza, senza sottovalutare anche il ruolo delle autorità investigative. La Chiesa, in queste circostanze, interviene dopo, quando dovrà eventualmente esprimersi in materia di venerazione».