In azione la Finanza, contestati i reati di abusivismo e falso Col fittizio frazionamento in dieci lotti è stata elusa la richiesta di autorizzazione Laccusa: hanno operato una trasformazione urbanistica dei terreni BRINDISI - Scacco ai furbetti del fotovoltaico. La guerra dichiarata dalla procura di Brindisi agli illeciti nel campo delle energie rinnovabili fa scattare lennesimo sequestro, lottavo nel giro di pochi mesi. Sotto sigillo ieri mattina è finito un mega-impianto della potenza complessiva di dieci megawatt realizzato in contrada Epifani a Mesagne, esteso su una superficie di 28 ettari, del valore complessivo di 22 milioni di euro. Tredici le persone indagate, fra proprietari dei terreni e legali rappresentanti di dieci società a responsabilità limitata, accusati a vario titolo di abusivismo edilizio e lottizzazione abusiva. Affare di rango internazionale, secondo la procura, visto che una volta realizzati gli impianti le società rivendevano le proprie quote a imprese danesi, lussemburghesi e coreane. Nella rete degli acquirenti, terzi in buona fede, pare che sia finito anche il colosso Samsung, che insieme al resto delle imprese internazionali coinvolte rischia oggi la confisca dei pannelli al silicio comprati in terra brindisina. Enormi distese di pannelli solari realizzati con lo stesso identico trucco, in tutto il territorio messapico. In questo come negli altri casi finiti nel mirino degli inquirenti, i campi sono stati edificati presentando al Comune di competenza una semplice Dichiarazione di inizio attività, autocertificazione sufficiente per gli impianti di potenza inferiore a un megawatt. Per le centrali solari di potenza superiore infatti, la legge regionale pugliese prevede una procedura molto più complessa, lAutorizzazione unica regionale. Un percorso ad ostacoli, dallesito incerto, che passa per lok della conferenza dei servizi partecipata da tutti gli enti interessati: Regione, Comune, ma anche Soprintendenza per i beni paesaggistici e ambientali. Leventuale assenso della conferenza vale anche per variante urbanistica, e cambio di destinazione delle aree da agricole a edificabili. A Mesagne, secondo le indagini condotte dalla guardia di finanza di Brindisi al comando del colonnello Vincenzo Mangia, era stato realizzato un unico impianto senza soluzione di continuità, presentando dieci semplici Dichiarazioni di inizio attività. Mente dellintera operazione, secondo gli inquirenti, il 57enne di Latiano Cosimo Caforio. E luomo che tre anni fa acquista i terreni e che, attraverso una serie di "fiduciari", incassa le Dia dal Comune di Mesagne, presentate tutte nello stesso giorno ma da dieci persone differenti, Caforio compreso. I dieci risulteranno essere i soci (sulla carta, almeno) di altrettante srl (con identica sede sociale) proprietarie degli impianti rivenduti alle società estere. Risultato, un giro daffari milionario, moltiplicato secondo la procura per buona parte degli impianti al silicio realizzati nella provincia di Brindisi. "Un vero e proprio assalto allambiente e al territorio", ha detto il vice procuratore aggiunto Nicolangelo Ghizzardi.
BARI - Impianto fotovoltaico finisce sotto sequestro 13 indagati a Mesagne
In Puglia, la procura di Brindisi ha indagato 13 persone, tra proprietari di terreni e legali, per abusivismo edilizio e lottizzazione abusiva. Il caso riguarda 10 impianti di potenza solare realizzati in 28 ettari di terreno a Mesagne, con un valore complessivo di 22 milioni di euro. Le società coinvolte vendevano le quote agli acquirenti internazionali, tra cui Samsung. La procura ha accusato Cosimo Caforio, che ha acquistato i terreni tre anni fa, di essere l'architetto dell'operazione. Caforio ha incassato le Dichiarazioni di inizio attività dal Comune di Mesagne, presentate da dieci persone diverse.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo