La proposta è di due consiglieri comunali che chiedono ai sindaci di risolvere la questione Una conferenza di servizi tra i Comuni di Lentini e Carlentini per progettare l'ipotesi di rilancio e sviluppo dell'area archeologica di Leontinoi. E' questa la proposta, lanciata dai consiglieri comunali di Carlentini Michele Ruma e Mario Pancari nel tentativo di scongiurare che l'incomparabile sito possa rimanere nel mirino dei malintenzionati. Sembra essere svanito nel nulla anche lo studio preliminare di un gruppo di progettazione per avviare un'operazione turistico-culturale dalle proporzioni ragguardevoli. Ciò che brucia è che, sebbene i tecnici incaricati abbiano lavorato sodo e con impegno per la stesura del progetto preliminare, non si intravede al momento un benché minimo spiraglio per il miglioramento del parco archeologico. Il paradosso, come più volte sottolineato dal nostro giornale è che l'ingresso di Leontinoi continua a essere interdetto. L'estate scorsa con una lettera aperta inviata al nostro giornale, un gruppo di giovani archeologi, evidenziava il degrado che si registra a ridosso del parco archeologico «Lentinoi», letteralmente assediato da rifiuti. La segnalazione avvenne appena un mese prima della visita di un gruppo di archeologi di tutto il mondo al Parco e al museo di Lentini. In quell'occasione il sindaco di Carlentini Pippo Basso organizzò un intervento straordinario di pulizia esterna e interna al Parco sotto la direzione della dottoressa Maria Musumeci, responsabile del museo Archeologico di Lentini. da allora tutto è rimasto fermo. «Bisogna attuare una convenzione tra i Comuni di Lentini e Carlentini - dichiara il consigliere comunale Mario Pancari - per gestire alcuni servizi e garantire protezione. Credo che sia giunto il momento di passare dai proclami ai fatti. Amareggiato e perplesso ieri anche tra il consigliere comunale Michele Ruma, ex assessore alla cultura, che si dichiara in perfetta sintonia con il collega Pancari: «Sono dispiaciuto - ha commentato - come le vestigia dei nostri avi si siano ridotte in un modo così pietoso. Bisogna attivare un tavolo tra i due Comuni in sinergia con la Soprintendenza». Intanto potrebbe riaccendersi la scintilla della speranza per la ripresa di una campagna di scavi nella zona di accesso alla zona archeologica dal lato Lentini, grazie a un piccolo contributo elargito dall'Amministrazione comunale. Accolta la richiesta della scuola di specializzazione di Archeologia dell'Università di Catania, che si è proposta di coordinare i lavori nell'area individuata della porta Nord. Una ventina di anni fa, precedenti indagini geologiche eseguite dalla stessa Università negli anni 50, consentirono di mettere in luce solo un tratto meridionale delle fortificazioni urbane e una delle due porte descritte dallo storico Polibio. GAETANO GIMMILLARO 18022012