Lidea del sindaco: pubblicità su una barriera frangiflutti artificiale. Coro di no Il Comune: mantenere lisola costa. Il fronte dei contrari: non si fa cassa su un mito CAPRI - Il sindaco di Capri si è ispirato a Venezia. Voleva farsi in casa un progetto Mose formato mignon e trasformarlo in una gallina dalle uova doro per la pubblicità, vista la location dove aveva intenzione di collocarlo: la Grotta azzurra. Se in laguna usano le barriere frangiflutti, ha pensato Ciro Lembo, noi faremo di più. Galleggianti modulari che spezzano le onde e consentono alle motonavi cariche di turisti di scaricare sulle barchette a remi che hanno accesso allantro quanti più passeggeri è possibile. Ma soprattutto i "materassi" frangiflutti si potrebbero usare per pagare un po di conti che il governo ha tagliato: come? Stampandoci su il logo degli sponsor e usandoli come supporti di pubblicità. Quel che non ha pensato, il sindaco, è che sarebbe scoppiato un putiferio con lisola spaccata in favorevoli e contrari alla Grotta spot. Coro di no dallassessore regionale allAmbiente, Giovanni Romano («Non si può alterare lambiente per una ragione economica») e di Legambiente («Non si può far cassa ai danni del mito di Capri»). No anche della soprintendenza: «Dellisola parla larticolo 15 del Piano territoriale paesaggistico - dicono gli architetti dei Beni architettonici e paesaggistici, Rosalia DApice e Ugo Carughi - La Grotta azzurra è una delle "entità naturali di eccezionale interesse", insieme allarco naturale, ai faraglioni e ad altri siti dellisola. Sono talmente protetti che è persino vietato fare manutenzione ordinaria». Su Scopolo, Stella e faraglione di Mezzo - così si chiamano i tre scogli più famosi del mondo - il ministero è già intervenuto per bloccare unilluminazione troppo fulgida del Comune. «Tutti vengono a farsi spot pubblicitari sullisola - protesta il sindaco - magari usando gommoni fermi al largo, ma pur sempre sul riconoscibile sfondo dei faraglioni. Tanti sfruttano limmagine di Capri senza pagare un euro. Il Comune ha sostenuto una battaglia per farsi riconoscere i diritti del brand Capri quando una marca di sigarette usò il nome dellisola, ma siamo stati sconfitti». Daltra parte la crisi è crisi e lisola costa cara tanto ai turisti quanto agli amministratori. «Abbiamo appena finito di costruire bagni con aria condizionata e piastrelle di design sotto la funicolare: dobbiamo offrire servizi deccellenza a un turismo qualificato - sottolinea il sindaco - La differenziata ci costa 5 milioni di euro e abbiamo 52 persone a spazzare via Camerelle e le stradine della passeggiata intorno alla Piazzetta. Posso pagarne solo 4, e il milione che mi manca dove lo vado a pigliare? La panoramica via Krupp, una delle bellezze paesaggistiche mondiali colpita dalle frane, riaperta due anni fa con un padrino deccezione il presidente Napolitano è di nuovo chiusa per una manutenzione speciale da 30 mila euro al giorno. Altri 50 mila andranno ai rocciatori per riaprirla. Mantenere la via comunale che dal porto sale a Capri costa centomila euro lanno: voglio tappezzarla di tabelloni pubblicitari, ma una cosa sobria, concordata con la soprintendenza. Siamo contrari alla tassa di soggiorno, ma un euro in più sul biglietto dellaliscafo che cosè in fondo?». La fa facile, il sindaco. Successe già il finimondo lanno scorso, quando il Comune introdusse un biglietto di un euro per entrare nel verde pubblico dei Giardini di Augusto. «Tutti temevano un calo, invece i visitatori hanno superato quelli della Grotta azzurra: 327 mila contro 257 mila. La prova che la nostra è una buona pratica? Abbiamo bandito una gara per la biglietteria dei Giardini: le risposte sono arrivate da tutte le parti, anche dallIndia».