Suscita qualche sommessa perplessità la decisione del Governo di impugnare presso la Corte costituzionale la legge regionale sarda sulla salvaguardia del paesaggio e la tutela del territorio regionale. Quando si potrà leggere il ricorso, si conosceranno i vizi giuridici che l'esecutivo imputa alla legge, o a qualche sua norma, in particolare a quella relativa alla protezione dei tenitori costieri da nuove costruzioni: anche se già fin d'ora è presumibile che venga, lamentata qualche invasione di competenze statali. In effetti, è vero che la Costituzione, come uscita dalla riforma del 2001, stabilisce che la tutela dell'ambiente (e del paesaggio) appartiene alla competenza legislativa esclusiva dello Stato: un'innovazione voluta da alcuni settori ambientalisti, che temevano la babele delle competenze regionali in un settore indubbiamente delicato. È anche vero, però, che la Sardegna, quaie Regione a Statuto "speciale", vanta una competenza probabilmente più intensa di quella delle Regioni "normali" nel cosiddetto "governo del territorio" (altra materia che potrebbe essere coinvolta nella questione). Sia come sia di tali disquisizioni, gli aspetti giuridici cedono il passo a una considerazione di buon senso: se della protezione dell'ambiente e delle coste sarde non si occupa la Sardegna, chi mai dovrebbe? Federalismo e sussidiarietà (sia pur nella versione pasticciata e conflittuale che noi conosciamo) non esigono esattamente questo? Un certo conforto si trae dal fatto che, per una volta, diritto e buon senso sembrano andare d'accordo. Infatti, la Corte costituzionale, confrontandosi con ciò che la Costituzione prevede in materia di ambiente, ha già precisato che la tutela dell'ambiente non è una "materia" in senso tecnico, e non può essere perciò qualificata come oggetto di una competenza legislativa esclusiva dello Stato. L'ambiente, afferma la Consulta, è un "valore" costituzionalmente protetto, in ordine al quale si manifestano competenze diverse, che ben possono essere anche regionali. Semmai, essa aggiunge, in questo ambito possono essere rivendicate dallo Stato le scelte che rispondano ad esigenze meritevoli di disciplina uniforme sull'intero territorio nazionale. Ma è molto dubbio che la tutela delle coste sarde rientri in queste ipotesi. Per ì giudici la difesa del paesaggio non è materia «riservata»