Un imbarazzato e reticente comunicato stampa del Mibac (lo si può leggere integralmente sul sito di Saturno) fa alcune 'precisazioni' sull'incresciosa vicenda del Castello Carandini. Avremmo preferito leggerne uno che so sulle chiese storiche che a Urbino cedono sotto la neve, sullo sfregio del parcheggio di Sant'Ambrogio, sul Vasari bucato a Palazzo Vecchio o sulle navi da crociera che minacciano il Bacino di San Marco. Ma le priorità del Mibac sono purtroppo altre: prima la struttura, poi (semmai) la missione. Entrando nel merito, poi, non si sa se ridere o piangere. Innanzitutto si precisa che il conte Andrea Carandini ha chiesto il contributo prima di essere presidente del Consiglio superiore: e chi l'ha mai messo in dubbio? Quindi si precisa che «rispetto ai contributi ai privati per le spese di manutenzione e restauro degli immobili vincolati, il Consiglio Superiore non ha alcun potere di entrare nel merito dei singoli interventi né la responsabilità' decisionale in ordine a queste spese, che sono stabilite dagli organi tecnici del Ministero in base a criteri oggettivi ». E ci mancava pure che il presidente del suddetto Consiglio potesse decidere se ritoccare la quota destinata a casa sua (excusatio non petita verrebbe da pensare)! Ma il Consiglio decide se varare o meno l'intero provvedimento: e doveva bastare questo a suggerire al professor Carandini di lasciare temporaneamente la presidenza della riunione. Poi si dice che l'elenco dei monumenti finanziabili è stilato dalle Soprintendenze: e chi ha mai messo in dubbio che Torre in Pietra sia più che meritevole di finanziamenti pubblici? Ma a patto che sia accessibile per i cittadini che pagano: come vuole, infatti, la legge. Ed è su questo punto cruciale che si chiude l'equilibristico comunicato stampa. Il professor Carandini, come tutti, ha fatto una convenzione col Mibac all'atto di chiedere i soldi: e anche di questo mai abbiamo dubitato, ci mancherebbe altro. Il punto è che quella convenzione prevedeva ora si apprende l'apertura del castello all'«erogazione effettiva» dei quattrini. Ma ciò è in palese contrasto col Codice dei Beni culturali, che non parla di fondi erogati, ma «concessi» (articolo 38). E, alla data di oggi, il denaro è stato concesso, ma il sito è invisitabile. E questo è un fatto. Cosa risponderà il ministro Ornaghi all'interrogazione parlamentare presentata in Senato dal PD martedì scorso? Certo non potrà rispondere che un castello capace di accogliere centinaia di invitati ad un matrimonio il cui testimone è il presidente del Consiglio in carica non sia attrezzato per ricevere le famiglie, gli anziani e gli studenti che volessero visitarlo per ragioni culturali. Infine, il comunicato stampa ha lo spiacevole effetto di dipingere Andrea Carandini come uno che va in banca ogni mattina per sapere se è arrivato il bonifico disposto dall'organo che presiede. Ma come potrebbe, uno che è stato responsabile dei Beni Culturali del PCI, uno che scrive (e giustamente!) che bisogna smettere di frequentare i soliti monumenti-feticcio e scoprire invece i «tantissimi, bellissimi monumenti del nostro territorio» (proprio come Torre in Pietra), uno che presiede il Consiglio Superiore dei Beni Culturali come potrebbe, uno così, rispondere che il suo straordinario castello lo apre solo dopo che i soldi pubblici gli sono piovuti in tasca, e tutti fino all'ultimo centesimo? Quasi che, parafrasando le filastrocche papiste contro cui inveiva Lutero («Quando il soldo va giù nella cassetta in Cielo sale su, l'anima benedetta»), l'ex Conte Rosso dicesse: «Quando il soldo è ben chiuso nel borsello solo allora aprirò il mio bel Castello!». Lo scivolone comunicativo è così clamoroso che ci si può chiedere se sia davvero un incidente. Il fatto che proprio nelle stesse ore in cui incontrava il professor Carandini il ministro Ornaghi abbia firmato un provvedimento che farà decadere, dal 21 febbraio, oltre a tutti i Comitati tecnici del Mibac, anche il Consiglio Superiore dei Beni culturali e il suo presidente Carandini, induce a leggere la storia in quest'altro modo. Certo, si tratta di un adempimento formale legato ai rigori della Legge Bassanini, che impone di certificare con scadenza biennale la perdurante utilità degli organi consultivi ministeriali, e ne consente il rinnovo. Ma è impossibile non vedere come questa pura formalità abbia offerto la splendida occasione di liberarsi elegantemente di castelli e castellani. «La c'è la Provvidenza!», avrà pensato Ornaghi, da buon lombardo e da buon cattolico. Tomaso Montanari
Il Fatto Quotidiano
17 Febbraio 2012
Carandini torna a casa?
TO
Tomaso Montanari
Il Fatto Quotidiano
Il Mibac ha rilasciato un comunicato stampa sul caso del Castello Carandini, in cui si precisano alcune informazioni sulla vicenda. Il conte Andrea Carandini aveva chiesto il contributo prima di essere presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali. Il Consiglio decide se varare o meno l'intero provvedimento, e il presidente Carandini ha fatto una convenzione con il Mibac per l'apertura del castello. Tuttavia, il Codice dei Beni culturali prevede la concessione di fondi, non la loro erogazione, e il denaro è stato concesso ma il sito è ancora invisibile.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
📰 Articoli dello stesso autore
Corriere della Sera · 5 Apr 2009
Il Crocifisso pellegrino (tra azzardi e politica)
Corriere della Sera · 23 Apr 2009
FIRENZE - Se il David va in Fiera
Corriere della Sera · 13 Giu 2009
Storici dell'arte in analisi
Corriere della Sera · 15 Set 2009
Crocifissi di Michelangelo. Uno autentico, l'altro chissà. Ma metterli insieme è rischioso
Corriere della Sera · 16 Set 2009
Il vero Michelangelo per sdoganare quello falso
Corriere della Sera · 30 Set 2009
DOPO LE DENUNCE DI PRESA DIRETTA. MENO MOSTRE PIÙ MUSEI
Corriere della Sera · 24 Ott 2009
TOSCANA - Vasari, tutta Firenze nel suo armadio
Corriere della Sera · 29 Ott 2009
FIRENZE - Renzi contro Acidini. Buoni diritti e cattive intenzioni
Corriere della Sera · 8 Nov 2009
CROCIFISSO IN CLASSE, A PARTI ROVESCIATE
Corriere della Sera · 23 Nov 2009
Masaccio a pezzi. Parigi vuole la Trinità. Ma solo lo scheletro
🔗 Articoli correlati
(stesse entità · ±2 anni)
La Nazione · 17 Feb 2010
FIRENZE - Lo storico Cardini: È arrivata l'ora di agire per una Legge speciale
Il Tirreno · 18 Feb 2010
LIVORNO - CEMENTIFICAZIONE. Se siamo davvero proiettati nel futuro dobbiamo dire sì all'ipotesi Montenero
la Repubblica · 19 Feb 2010
Un volume sulle indagini archeologiche a San Fratello. Le piste verso Pollina e Caronia
Giornale della Toscana · 19 Feb 2010
Firenze. Capolavori in prestito per diciotto mesi: non è un po' troppo?
Il Tempo · 22 Feb 2010
LAZIO - Alla scoperta del Lazio dimenticato
La Stampa · 22 Feb 2010
VENEZIA - E da una volta di San Marco spunta la Vita di Maria
la Repubblica · 23 Feb 2010
FIRENZE - Una ringhiera di ferro anti caduta "Così il Forte è sicuro, riapritelo"
Agenzia Radicale · 17 Feb 2010
L'Istituto Centrale per il Restauro è un "senzatetto". Intervista a Fabiano Ferrucci
la Repubblica · 24 Feb 2010
FIRENZE - Parco della musica: i finanziamenti per completarlo per ora non ci sono
La Nazione · 25 Feb 2010
FIRENZE - L'Auditorium va avanti E stamani la firma della convenzione
Corriere della Sera · 26 Feb 2010
Firenze. Nuovo teatro, la firma. Ma senza chiarimenti
Il Tempo · 26 Feb 2010
San Cesareo un tesoro da salvare
Corriere Adriatico · 2 Mar 2010
Pesaro Urbino. A Brera l'esempio di Rotondi per l'arte
la Repubblica · 3 Mar 2010
FIRENZE - Era ottobre 2009: la sua urbanistica parola per parola
la Repubblica · 4 Mar 2010
FIRENZE - "Comunale, stranieri fatevi sotto" - Fondo immobiliare, Palazzo Vecchio apre ai privati.
Fonte non specificata · 3 Mar 2010
Beni culturaliConfsal.Unsa:Su Arcus spa intervenga magistratura
la Repubblica · 4 Mar 2010
FIRENZE - Tav, dallavvocato per la class action "Rischio cedimenti in via Masaccio"
la Repubblica · 4 Mar 2010
Beni Culturali. Il governo sotto accusa per la gestione di Arcus
la Repubblica · 4 Mar 2010
Lurbanista Pier Luigi Cervellati: il centro straripa di ponteggi, ma non cè prospettiva di recupero
la Repubblica · 6 Mar 2010
FIRENZE - I lavori ai Nuovi Uffizi non sono più Grande Evento