Antica ruggine All'origine dello scontro anche la mancata realizzazione di un Museo di Roma in via dei Cerchi Per la serie soprintendenti serpenti, con coltelli che volano basso tra Ministero (Beni Culturali) e Comune (di Roma). Protagonista in queste ore, malgré lui, il sovraintendente (con la lettera «v») capitolino Umberto Broccoli, di diretta nomina alemanniana, amico di lunghissima data della moglie del sindaco, Isabella, ma uomo sul cui spessore scientifico pesa ancora oltre a quel curriculum un po' così che annovera anche radio, tv o libri dal titolo Telesogni dalla A alla Z, Voce del verbo amare, Luna Park, La Zingara (Cloris Brosca, ndr) quell'intervista rilasciata a novembre a Vittorio Zincone per il magazine del Corriere della Sera «Sette». Domanda del giornalista: «Dove si trova "La Conversione" di San Paolo?». Risposta del Broccoli: «Per queste domande ci sono le Enciclopedie». «Ma è Caravaggio. Si trova nella Chiesa di Santa Maria del Popolo, a Roma», si stupisce Zincone. «Detesto la cultura da cruciverba», il laconico commento del sovraintendente comunale, da cui dipendono, giustappunto, monumenti e musei di competenza del Campidoglio. Sovraintendenza con la lettera «v» e non con la «p», si diceva; ché le soprintendenze con la «p» sono quelle di Stato, da cui dipende, Costituzione alla mano, la tutela del patrimonio artistico e culturale italiano. E c'è chi pensa sia giusto così, visto che i Comuni devono essere controllati, prima ancora che controllori. Si dà però il caso che il decreto Roma Capitale di cui sono in corso fasi attuative preveda, tra non poche grida, l'ipotesi che proprio la tutela possa diventare appannaggio del Campidoglio. Motivo per cui l'altrieri ha protestato in un'audizione in Parlamento l'archeologo Andrea Carandini, che non è solo uno dei decani della disciplina, ma anche il presidente del Consiglio superiore dei Beni Culturali, massimo organo di esperti del Mibac. Ebbene durante l'audizione Carandini, oltre a bollare come assurda l'ipotesi di un trasferimento dei compiti di tutela, ha anche ribadito (era già successo) il suo giudizio su un Broccoli «inadeguato al suo ruolo» (e Broccoli ieri ha contro-replicato con meticoloso elenco di cose a suo avviso fatte in quattro anni). Vecchie le ruggini tra i due, acuite dalla mancata realizzazione del progetto Museo di Roma in via dei Cerchi cui, è noto, Carandini tiene molto. Ma a quanto si sussurra le quotazioni scientifiche del Broccoli sono oggetto di sorrisini in buona parte della comunità di «addetti»; lazzi da ultimo accresciuti dopo la «velleitaria» (secondo i più buoni) autocandidatura del Broccoli stesso, laureato in archeologia, nientepopodimeno che alla carica di Soprintendente di Stato all'archeologia di Roma, non risultando però vincitore, piccolo particolare, di un necessario concorso per dirigenti.