«Il progetto deve essere bello e migliorativo di quello già proposto». Rompe il silenzio l'assessore all'Edilizia privata Ezio Micelli per confermare che nelle prossime ore Edizione Property presenterà una nuova ipotesi progettuale sulla contestata terrazza del Fontego. «Stanno lavorando con la Soprintendenza, mi auguro il risultato sia quello atteso da tutti», dice l'assessore. Il Comune, che ha quasi ultimato l'istruttoria in deroga per il nuovo centro commerciale nel Fontego dei Tedeschi, attende il parere della Soprintendenza per far approvare la Variante dal Consiglio comunale e rilasciare la licenza edilizia. Ma la polemica non si placa, e investe soprattutto la terrazza sul tetto. Uno «sfregio» al paesaggio secondo molti storici dell'arte, a cominciare dal professor Salvatore Settis. Le ipotesi prevedono di demolire i solai per ricavarci un auditorium ristorante all'ultimo piano. E di realizzare la terrazza, che nella nuova ipotesi non sarebbe più «a vasca» ma rispetterebbe la sagoma del tetto, pur se visibile in trasparenza. Ipotesi comunque contestata da comitati e professionisti. La «commissione scientifica» di Ca' Farsetti quattro funzionari di Urbanistica, Lavori pubblici e Edilizia privata ha infatti dato parere favorevole allo smantellamento del tetto. «Un errore», dice l'architetto Giovanni Dalla Costa, autore della pubblicazione «Un altro Fontego, «perché i restauri del solaio vennero fatti negli anni Venti in base alle indicazioni delle Carte del restauro, secondo una cultura che imponeva l'uso di mezzi costruttivi moderni per preservare il complesso antico. Soprintendente era allora Ferdinando Forlati». Dunque anche quello un restauro che non dovrebbe essere considerato di scarso valore. Tra le voci che insorgono in difesa del tetto in piombo disegno del Cinquecento rifatto un secolo fa è quella dell'architetto Franca Semi, che ha pubblicato di recente un libro sulle lezioni veneziane di Carlo Scarpa (in foto). Il celebre architetto parla dei tetti, e in particolare di quello del Fontego. «Le ruggini formano dei segni, i segni formano delle trasparenze e sono come le screziature di una pietra...» Parla delle vibrazioni incredibili del tetto del Fontego, delle palle sul tetto, il biancore della calce, le zampine dei gabbiani. Pinnacoli che sembrano fiamme di coronamento, riflessi sull'acqua». «Ve lo immaginate cosa sarà quel tetto vuoto quando tra le fiamme si vedranmno le teste dei turisti?», dice la semi, «Rem Koolhaas Venezia forse l'ha vista solo in cartolina, ma i Benetton hanno frquentato Carlo Scarpa. ne promuovono anche un premio internazionale per tutelare il paesaggio e salvare ui luoghi della memoria!» Polemica aperta, e interrogazioni che si moltiplicano. Ieri quella di Marta Locatelli (Pdl) che denuncia «irregolarità» e tempi record per le pratiche del Fontego richieste da Benetton. 15 febbraio 2012