Il presidente regionale annuncia regole nuove per le 14 aree protette "Entrino i privati" Coppola: "Si è perso tempo. A Venaria abbiamo portato un milione di visitatori, qui solo 15 mila" Ma il Pd Reschigna attacca sulla scelta dei vertici delle aree ecologiche «Basta soldi pubblici per mantenere parchi che non vede nessuno, questi sono posti meravigliosi che devono rendere». Si definisce "imbufalito" il presidente della Regione Piemonte Roberto Cota, dopo due ore di tour, ieri mattina, allinterno del parco della Mandria. Tre mila ettari di terreno che costano alla Regione almeno 3 milioni di euro allanno: 60 dipendenti, 1,3 milioni per la manutenzione ordinaria, quasi altrettanti per quella straordinaria e 700 mila euro per il Centro del Cavallo, che piazza Castello ha in carico dal 2006. Un conto troppo salato, secondo Cota, per una cosa che non apprezza nessuno. «Dobbiamo far entrare i privati a gestire le strutture e valorizzare queste ricchezze. Alla Mandria non serve neppure un euro di contributo pubblico, deve finanziarsi con le sue attività». E fa lelenco: il Borgo Castello e venticinque cascine, «dove potremmo fare strutture ricettive di ogni tipo e qualità»; il Centro del cavallo «finanziato solo più dalla Regione che non si capisce perché debba pagare i cavalli, Inoltre è assolutamente sottoutilizzato». Oltre alla splendida Villa dei Laghi: «È una villa da "mille e una notte" ed è lì chiusa quando dovrebbe essere un albergo a cinque stelle» ha spiegato il governatore. Per la verità di idee grandiose per la Villa se ne parla da anni.« Nel 2005 cera un progetto per un ristorante da settanta coperti, tredici suite di lusso e un centro benessere. Non se ne fece nulla e la villa neogotica affacciata sui laghi è oggi un gioiello che non vede nessuno». Ora la macchina riparte e la Regione è pronta a lanciare una serie di bandi per affidare ai privati la gestione delle strutture. Lidea parte dalla Mandria, ma riguarda tutte le 14 aree protette piemontesi: «I privati mettono i soldi e il pubblico li usa per la manutenzione» è la ricetta dellassessore William Casoni che ha la delega su questa materia. Ciò che oggi è chiuso e abbandonato entro "pochi mesi" dovrà trasformarsi in ristoranti, alberghi di lusso, centri benessere, foresterie e centri sportivi. Accantonato invece il museo del paesaggio: «Basta musei» ha spiegato il direttore della Reggia di Venaria, Alberto Vanelli vicino di casa della Mandria. E a questo proposito ieri si è consumato, anzi rinnovato, il matrimonio tra i due gioielli di casa Savoia. Così come era già previsto originariamente, prende ora corpo lidea di integrare le due realtà. «Venaria da visitare e la Mandria da vivere» ha sintetizzato lassessore alla cultura Michele Coppola. «Abbiamo perso cinque anni perché a Venaria abbiamo portato un milione di visitatori, alla Mandria appena 15 mila». A gestire i dettagli del progetto di integrazione saranno, nelle prossime settimane, lo stesso Vanelli e il commissario del parco della Mandria, Roberto Rosso. La questione dei parchi è stata anche al centro del dibattito politico. Un consiglio regionale straordinario, chiesto dallopposizione, e una mozione di censura, respinta, contro lassessore Casoni. «Sui parchi - ha attaccato il consigliere regionale Wilmer Ronzani del Pd - la giunta ha oltrepassato i limiti della decenza, ha effettuato le nomine senza tener conto del parere dei sindaci e solo in base a requisiti politici». Nel mirino, in particolare, la vicenda dei Sacri Monti e i due commissari scelti per la Mandria e per il parco delle Alpi Cozie. Secca la replica di Cota: «Sono persone molto più qualificate rispetto a chi cera in passato».