I fusti sono stati trovati durante gli scavi Bidoni arrugginiti pieni di liquidi chimici, ormai cristallizzati, sono stati ritrovati durante gli scavi preliminari per realizzare il Museo della Shoah a Villa Torlonia. I fusti potrebbero contenere veleni nocivi, tossici. Così tutta larea è stata recintata. Sono stati apposti i sigilli al cantiere che è ora sotto sequestro cautelativo. Si fermano, dunque, i lavori che dovevano portare alla creazione del museo della Memoria. Uno stop che durerà almeno fino a quando non si avranno i risultati degli esami. I venti barili, che erano stati interrati, sono venuti alla luce durante i sondaggi archeologici nel terreno vicino alla Casina delle Civette. Alle propaggini di uno dei polmoni verdi della città è stata rinvenuta una sorta di discarica abusiva. È stata avviata anche unindagine per individuare il periodo e i responsabili del pericoloso sversamento illegale. Larea è di proprietà del Campidoglio dal 2008; il Comune lha rilevata dalla società Sic, che laveva a sua volta acquistata, nel 1972 dallistituto delle "Religiose adoratrici ancelle del Santissimo Sacramento e della Carità". Nel 1973 su quel terreno partirono i lavori per realizzare un immobile residenziale, ma la battaglia dei residenti e delle associazioni in difesa dei parchi e delle ville storiche di Roma riuscì a bloccare tutto. Il tribunale diede un nuovo via libera al cantiere nel 2004, ma le proteste continuarono ancora più accese, tanto che lallora sindaco, Walter Veltroni, decise di destinare larea a un museo. «La gara dappalto per laffidamento dei lavori deve ancora essere fatta - racconta Luca Zevi, il progettista della pinacoteca - Quindi il vero e proprio cantiere deve ancora essere aperto. Speriamo che ora non ci siano ritardi. E soprattutto che le analisi rivelino la non pericolosità dei liquidi». Lancia lallarme Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio: «Quanto accaduto è molto preoccupante. Chiediamo al Comune la massima trasparenza e chiarezza per comprendere a quale periodo risalgano quei fusti e come siano finiti in unarea così centrale e pregiata, individuando le responsabilità e punendo i colpevoli, ma anche garantendo che non ci siano pericoli per i cittadini». Scoppia subito la polemica. Interviene Angelo Bonelli, capogruppo regionale dei Verdi: «Il ritrovamento di fusti tossici testimonia come, per troppo tempo, il territorio romano sia stato considerato alla stregua di una discarica. Ho inviato una richiesta dintervento allArpa Lazio per valutare i rischi sanitari ed ambientali». Lassessorato allAmbiente ha organizzato un sopralluogo, ma per i fruitori del parco non ci sono rischi, dunque la Villa resterà aperta. «I colpevoli siano duramente puniti», dice lassessore capitolino allAmbiente, Marco Visconti.
ROMA - Villa Torlonia, il cimitero dei rifiuti chimici. Bloccato il cantiere del Museo della Shoah
Durante gli scavi per il Museo della Shoah a Villa Torlonia sono stati trovati fusti arrugginiti pieni di liquidi chimici cristallizzati. Larea è stata recintata e i lavori sono stati fermati. I fusti potrebbero contenere veleni nocivi. Sono stati apposti i sigilli al cantiere e si stanno eseguendo gli esami. Nel frattempo, sono stati trovati venti barili interrati vicino alla Casina delle Civette, che sembrano essere stati abusivamente utilizzati come discarica. L'indagine è in corso per individuare il periodo e i responsabili del pericoloso sversamento illegale.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo