Ma gli abitanti protestano: "Case costruite per necessità" Sinergia Procura-Comune per gli abbattimenti. De Chiara: "Il nostro piano va avanti" «Ci autodenunciamo. Abbiamo commesso un reato e diventiamo senzatetto. Ma alla procura chiediamo di abbattere tutti i giorni, per ottenere un trattamento uguale per tutti». Soprattutto donne in via Torciolano, dove Pianura confina con Quarto. Due villette abusive in quella che era la campagna flegrea fino a ieri piantonate notte e giorno dai vigili urbani per evitare il completamento delle strutture. Dalle 3 di martedì notte ruspe e picconi le hanno abbattute, per ore hanno lavorato le squadre del Comune sotto la direzione dei vigili antiabusivismo, coordinati dal tenente Marletta, al comando del generale Luigi Sementa. Con loro, gli agenti del commissariato di zona e della questura. Nel pomeriggio di ieri la prima costruzione di 120 metri quadrati su un livello sgomberata un anno fa è caduta. Per quindici giorni, il tempo di esaminare la pratica di condono ai sensi della legge 326 del 2003, sarà sospeso labbattimento della seconda casa, dove vivono quattro persone, padre madre e due figlie, di cui una diciassettenne. Aspettano per strada con gli altri componenti del comitato Napoli: 3000 persone, ma molti sono andati già via. «Nessuno di questi signori - dice Luisa Polverino, la madre - ha visto la trasmissione tv dove si mostravano le case abusive dei politici». Ne conoscete, qui intorno? «Di politici no. Ma cè un altro caso eclatante: vogliono destinare lhotel Tiberio di via Galileo Ferraris a uffici di pubblico interesse. Perché non lo abbattono? Le nostre case cadono e lalbergo abusivo resta in piedi». Per gli abitanti di via Torciolano questa non è una zona da vincolo paesaggistico. Nessuno potrebbe negarlo. Del paesaggio che fu, restano solo gli "addomesticamenti" migliori, le viti maritate con cui si fa lAsprinio, appoggiate ad alte spalliere. Il resto è un crescere di case senza costrutto e senza regole, spesso brutte e malfatte, altrettanto spesso a rischio crollo, e come confermano i vigili urbani, cè stata anche una trasformazione dellassetto idrogeologico e tutti gli alvei naturali sono stati riempiti. «Non è abusivismo da speculazione, ma di necessità», ribadiscono gli abitanti della zona, che peraltro sono tutti parenti. La proprietaria della villetta che sta cadendo sotto le ruspe, Anna Carandente, ha tre figli e con il marito, operaio in unimpresa di pulizie, è ospitata dai parenti da un anno, data dello sgombero. «Abbiamo speso tanti soldi in perizie tecniche. Non ci hanno accettato lautodemolizione». Interviene una vicina: «Comunque si costruisce su terreni coltivati dai nostri nonni». Infatti si tratta di terreni agricoli, lottizzati anni fa. Dove i vigili urbani hanno già abbattuto altre tre villette. E la Procura non intende fermarsi. «La macchina è perfettamente in moto - dice il procuratore aggiunto Aldo De Chiara, che coordina il pool antiabusivismo - stiamo intervenendo ogni settimana anche in Comuni diversi. Ci sono stati abbattimenti anche a Caivano, dove non era mai accaduto. Ci sono demolizioni che dovevano essere effettuate in danno sullisola di Ischia in questi giorni, ma i proprietari hanno chiesto di demolire a proprie spese, e verrà valutata la serietà della proposta, accompagnata da deposito cauzionale». Gli abbattimenti di Pianura sono dovuti a una sinergia tra Comune di Napoli e autorità giudiziaria. «Dalla fine del 2011 il municipio ha messo a punto un programma in via di realizzazione nella zona nordorientale e a inizio febbraio al Vomero. Con altri Comuni invece non si riesce neppure a dialogare. Le costruzioni da abbattere sono decine di migliaia, e gli abbattimenti saranno sempre in numero esiguo, ma rispetto alle risorse non si potrebbero raggiungere risultati più consistenti».