Il tufo si impregna d'acqua che gelando spacca la roccia Dopo la gran nevicata si dovrà pensare anche alle conseguenze sul patrimonio culturale dell'area del tufo. Con il disgelo, infatti, l'acqua penetrerà ancor più e per più tempo negli spazi aperti nel tufo dalle piante e, gelando, provocherà spaccature e probabili crolli. Lo storico Angelo Biondi, presidente Sipbc Toscana, spiega che le zone più a rischio sono la necropoli etrusca di Sovana, le vie cave, il tempietto paleocristiano di Pitigliano, il parco Orsini di Poggio Strozzoni con il gemello di Sorano e l'osservatorio astronomico preistorico di Poggio Rota. «La Società italiana per la protezione dei beni culturali sezione Toscana - spiega Biondi - mesi fa ha presentato alle amministrazioni locali una proposta per formare un gruppo di manutentori che potessero intervenire preventivamente sul patrimonio dei beni culturali della zona, in caso di calamità. Purtroppo la proposta non ha avuto seguito, ma è il caso che venga presa in considerazione al più presto: l'unica via è la prevenzione». Anche il geologo Alfonso Giusti lancia l'allarme per tutelare un patrimonio culturale che abbraccia un arco di tempo che va dalla preistoria al basso Medioevo ed oltre. «Il tufo vulcanico è una roccia che può assorbire grandi quantità d'acqua - spiega Giusti - e se questa gela, come ora, esercita un'azione meccanica disgregatrice che si ripete a seconda dei giorni con cicli di gelo-disgelo». Il caldo poi aumenta la dilatazione della parte esterna della roccia provocando fratture che si riempiono d'acqua con tutte le immaginabili conseguenze. «In queste situazioni - spiega Giusti - proteggere i monumenti non è impresa facile, perché l'uso di resine protettive, ad esempio, è limitato dalla permeabilità più o meno bassa che non permette al manto protettivo di penetrare». Una soluzione potrebbe essere proteggere gli affioramenti lapidei e tufacei più caratteristici e importanti con delle tettoie. «Oltre ai costi però - conclude Giusti - il problema sarebbe l'impatto visivo».
PITIGLIANO - Allarme beni archeologici
La gran nevicata ha portato a un aumento dell'acqua nel tufo, che gelando provocherà spaccature e crolli. Le zone più a rischio sono la necropoli etrusca di Sovana, le vie cave, il tempietto paleocristiano di Pitigliano e altri siti culturali. La Società italiana per la protezione dei beni culturali sezione Toscana ha presentato una proposta per formare un gruppo di manutentori per intervenire preventivamente sul patrimonio culturale. Il geologo Alfonso Giusti lancia l'allarme per tutelare il patrimonio culturale, che include monumenti preistorici e medievali. Il tufo può assorbire grandi quantità d'acqua e gelare, provocando fratture e crolli.
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