16022012 - la regione e i conti che non tornano «Presidenti e commissari degli enti parchi hanno un mandato preciso: presentare a breve un piano di rilancio e contenimento dei costi di gestione che preveda anche l'ingresso di privati in modo di ridurre gli stanziamenti regionali e in prospettiva futura di permettere di produrre utili da reinvestire». L'annuncio di Roberto Cota, presidente della Giunta regionale, arriva al termine della visita alla Mandria e parte da un ragionamento: «La stragrande maggioranza delle spese sostenute dalla regione per i parchi serve per pagare gli stipendi del personale e non per migliorare il servizio per i cittadini. Così non si può andare avanti». «Creare ricchezza» Cota e con lui l'assessore regionale ai Parchi, William Casoni, hanno deciso di importare in Piemonte «metodi di gestione che funzionano in tutto il mondo basati sull'introduzione di criteri di efficienza ed economicità perché i parchi hanno una potenzialità di sviluppo e di creazione di ricchezza enorme che in un periodo di vacche magre per le casse regionali non può che essere valorizzato». Il punto di partenza del ragionamento del governatore è che i «parchi non possono essere considerati come musei e che la protezione dell'ecosistema deve tener conto del fatto che le strutture già presenti possono, e devono essere sfruttate per creare ricchezza». La giunta non ha fissato regole o cornici generali e il presidente che le scelte di valorizzazione dovranno essere fatte a «livello locale». Secondo Cota, però, non può essere accettabile che il «parco del Sacro Monte non abbia un visitatore durante le vacanze di Natale a parte il sottoscritto. Era il 5 gennaio 2011». Ci sono «potenzialità enormi da valorizzare e la regione non è in grado di farlo da sola». Prendi la Mandria, ad esempio. Ieri, accompagnato dal commissario Roberto Rosso e dagli assessori Coppola e Casoni lo ha percorso in lungo e in largo. «Nel Parco - spiega - ci sono 25 cascine che potrebbero accogliere agriturismi, ma sono chiuse. Abbiamo un impeccabile Centro del cavallo che costa e non rende. E' chiusa anche la Villa dei Laghi». Secondo Cota si tratta di «beni che la Regione deve mantenere, mentre potrebbero benissimo recuperare efficienza, per riuscire a mantenersi da soli». Ecco perché a breve sarà fatto un bando per la gestione. Le nomine Certo, non tutti i parchi hanno un patrimonio come quello della Mandria anche se il presidente si dice convinto «che potenzialmente in tutti gli enti si può pensare ad una partecipazione di privati». Sicuramente «nei tre parchi che ho ispezionato di persona e cioè i Sacri Monti, il parco del Ticino e la Mandria». E non è un caso che alla guida del parco del Ticino sia stato scelto un presidente laureato in agraria: «E' l'uomo giusto per un parco che ha una forte vocazione agraria», spiega il presidente rispondendo alle accuse del Pd che parla di lottizzazione. E aggiunge: «I democratici parlano a vanvera ma dei soldi finora sprecati nei parchi non ne parlano». Il problema è capire se la scelta della giunta Cota di coinvolgere i privati non apra la strada a speculazioni che possano mettere in pericolo l'eco-sistema. Per il presidente non è così e lo scandalo è un altro: «Qualcuno mi deve spiegare che valore ambientale può avere un parco che deperisce e che non viene frequentato dai cittadini. Noi ci limitiamo a mettere in campo soluzioni che vengono applicate in tutte le parti del mondo».