Conterranno dipinti della «Maniera fiorentina», da Andrea Del Sarto a Pontormo Due mostre imminenti: a marzo sugli arazzi, a giugno sul gotico internazionale «Entro giugno apriremo dieci nuove sale». L'annuncio è del direttore della Galleria degli Uffizi Antonio Natali, a margine della presentazione del restauro di due preziosi, antichi busti. «Per questa apertura, purtroppo - prosegue Natali - sarà con ogni probabilità necessario chiudere temporaneamente qualche sala, per consentire il trasferimento delle opere. Confidiamo nella comprensione dei visitatori». E così, i Nuovi Uffizi prendono sempre più corpo. Era la metà di dicembre, quando vennero aperte otto nuove sale (dall'intenso colore blu) al «piano nobile», spazi dedicati ai pittori stranieri dal '500 al '700. Ora, altre dieci. «In queste sale - spiega ancora Natali - troveranno posto innanzitutto opere della maniera fiorentina, di autori come Andrea Del Sarto, Rosso Fiorentino, Pontormo, Bronzino, Allori, lo stesso Vasari. Inoltre, troveranno posto dipinti del secondo Cinquecento provenienti dallo Studiolo di Francesco I, opera di artisti come Maso da San Friano. A seguire, dopo queste dieci sale, ce ne saranno altre dedicate a Raffaello e alla Scuola romana, poi a Raffaello e alla Scuola Veneta». I lavori, se tutto andrà per il verso giusto, saranno terminati entro la fine del 2014. Intanto, si avvicina l'appuntamento con la prima delle mostre del 2012, quella sugli Arazzi, in programma a marzo. «Esporremmo venti arazzi monumentali - spiega Natali - realizzati nel secondo Cinquecento. Opere che di solito non sono visibili anche per motivi di conservazione». La seconda mostra, a giugno, vedrà invece protagonista il Gotico internazionale, con numerose opere provenienti da musei di ogni parte del mondo. «La nostra difficoltà - spiega ancora il direttore - è riuscire a portare avanti il progetto dei Nuovi Uffizi ed insieme organizzare le mostre. Per il nostro personale è un impegno notevole». L'anno scorso, i visitatori hanno premiato la Galleria fiorentina con il record di presenze: sono stati, infatti, un milione e 760mila. «Sarà difficile riuscire ad eguagliarlo di nuovo anche se - aggiunge Natali - preferirei di gran lunga avere un afflusso inferiore di persone in cambio di una consapevolezza culturale maggiore da parte dei visitatori verso le opere che vengono ad ammirare nella Galleria. Mi preme sottolineare - conclude Natali - che i musei non sono entità prettamente economiche, valutabili dal mero punto di vista delle entrate: la verità è che stiamo parlando di un bene pubblico e prezioso come la cultura. I musei dovrebbero essere visti e considerati piuttosto come scuole e ospedali».