«Chiese aperte al culto. Accesso sempre gratuito». Biglietto solo in 59 su 95mila: «Sono eccezioni». Si può far pagare l'ingresso solo per parti distinte in modo chiaro dall'edificio principale. Nota del Consiglio permanente Cei per riaffermare e chiarire un principio al quale si può derogare solo in «casi eccezionali a giudizio dell'ordinario diocesano» L'accesso alle chiese aperte al culto non può essere condizionato al pagamento di un biglietto di ingresso. Una Nota, approvata dal Consiglio episcopale permanente della Cei, Intende riaffermare tale principio, tipico della tradizione italiana, in virtù del quale l'apertura delle chiese è gratuita, in quanto luoghi dedicati primariamente alla preghiera comunitaria e personale. questa regola vale sia per le chiese di proprietà di enti ecclesiastici che per quelle dello Stato, di altri enti pubblici e di soggetti privati. Si applica anche alle chiese di grande rilevanza storico-artistica, interessate da flussi notevoli di visitatori: è fondamentale, infatti, che il turista percepisca di essere accolto nel luogo sacro e, di conseguenza, si comporti in maniera adeguata e rispettosa. Il principio generale non impedisce che si possa esigere il pagamento di un biglietto perla visita a parti del complesso chiaramente distinte dalla chiesa, quali, per esempio, la cripta, il tesoro, il battistero, il campanile, il chiostro o una singola cappella. Vi sono, di fatto, in Italia chiese con ingresso a pagamento: si tratta, comunque, di eccezioni numericamente assai contenute, rispetto all'ingente patrimonio complessivo. Da un'indagine condotta lo scorso anno dalla Cei sull'intero territorio nazionale, risultano infatti solo 59 chiese per accedere alle quali viene chiesto il pagamento di un biglietto. Non è rara, invece, la scelta - a fronte di frotte di turisti - di contingentare il numero delle presenze, imponendo una turnazione al fine di assicurare la conservazione e la sicurezza del bene. Di seguito il testo della Nota. L'accesso alle chiese 1. Secondo la tradizione italiana, è garantito a tutti l'accesso gratuito alle chiese aperte al culto, perché ne risalti la primaria e costitutiva destinazione alla preghiera liturgica e individuale. Tale finali7.7a7ione è tutelata anche dalle leggi dello Stato. 2. La Conferenza episcopale italiana ritiene che tale principio debba essere mantenuto anche in presenza di flussi turistici rilevanti, consentendo l'accesso gratuito nelle chiese nelle fasce orarie tradizionali, salvo casi eccezionali a giudizio dell'ordinario diocesano. Pertanto le comunità cristiane si impegnano ad assicurare l'apertura delle chiese destinate al culto, in special modo quelle di particolare interesse storico e artistico situate nei centri storici e nelle città d'arte, sulla base di calendari e orari certi, stabili e noti. 3. Le comunità cristiane accolgono nelle chiese come ospiti graditi tutti coloro che desiderano entrarvi per pregare, per sostare in silenzio, per ammirare le opere d'arte sacra in esse presenti. 4. Ai turisti che desiderano visitare le chiese, le comunità cristiane chiedono l'osservanza di alcune regole riguardanti l'abbigliamento e lo stile di comportamento e soprattutto il più rigoroso rispetto del silenzio, in modo da facilitare il clima di preghiera: anche durante le visite turistiche, infatti, le chiese continuano a essere "case di preghiera". 5. In presenza di flussi turistici molto elevati gli enti proprietari, allo scopo di assicurare il rispetto del carattere sacro delle chiese e di garantire la visita in condizioni adeguate, si riservano di limitare il numero di persone che vengono accolte (ricorrendo al cosiddetto contingentamento) eodi limitarne il tempo di permanenza. 6. Deve essere sempre assicurata la possibilità dell'accesso gratuito a quanti intendono recarsi in chiesa per pregare e deve essere sempre consentito l'accesso gratuito ai residenti nel territorio comunale. 7. L'adozione di un biglietto d'ingresso a pagamento è ammissibile soltanto per la visita turistica di parti del complesso (cripta, tesoro, battistero autonomo, campanile, chiostro, singola cappella, ecc.), chiaramente distinte dall'edificio principale della chiesa, che deve rimanere a disposizione per la preghiera. Roma, 31 gennaio 2012. Memoria di San Giovanni Bosco. Il Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana FIRENZE - Santa Maria del Fiore: milioni di visite, zero ticket ANDREA FAGIOLI A Firenze, meta di milioni di turisti ogni anno, si garantisce in tutte le chiese l'accesso libero per la preghiera, le confessioni e la Messa. Ci sono anche Basiliche (alcune anche di proprietà comunale) in cui si paga il biglietto per la visita, ma questo non vale per la Cattedrale dove l'ingresso è contingentato (e questo a volte provoca una coda all'esterno), ma non a pagamento. Si paga il ticket per salire sulla Cupola del Brunelleschi e sul Campanile di Giotto, per il Museo dell'Opera del Duomo e il Battistero di San Giovanni, ma solo nel pomerio: la mattina infatti è aperto per la pre era, che in questo periodo, fino al 19 marzo, favorita anche dalla presenza delle icone russe tra cui la famosa Ascensione della Cattedrale di Vladimir, attribuita al santo monaco Rublev. A ribadire il senso del luogo di preghiera e delle particolari immagini che vi sono esposte è stato lo stesso arcivescovo di Firenze, Giuseppe Betori, che in occasione dell'inaugurazione parlò di «ostensione» e non di «semplice esposizione». Ai turisti è inoltre precluso l'accesso alla parte di Santa Maria del Fiore intorno all'altare maggiore dove ci sono le cappelle per le celebrazioni eucaristiche quotidiane e i confessionali. A questa zona accedono solo i fedeli, da un ingresso apposito. «Chi paga un biglietto non può avere il senso di gratuità che prima era (e che dovrebbe essere sempre) una componente della visita a una chiesa», spiega monsignor Timothy Verdon, direttore del Museo di Santa Maria del Fiore e dell'Ufficio diocesano per l'arte sacra. Resta il problema della custodia e della manutenzione: «Come far quadrare il cerchio ancora non lo so - ammette Verdon -, ma vedo con preoccupazione che le chiese con il ticket vengono percepite come musei». VENEZIA - San Marco: folla tutto l'anno, con regole precise ALESSANDRO POLET Sono circa due milioni i visitatori (italiani e stranieri) che, ogni anno e gratuitamente, entrano nella Basilica di San Marco a Venezia e, ammirati, ne contemplano le antiche volte e i preziosi mosaici. La Cattedrale della città lagunare - amministrata dalla Procuratoria di San Marco - può rappresentare un significativo esempio di articolata e ordinata accoglienza: la visita gratuita è sempre possibile nelle ore centrali della giornata (9.30-16 d'inverno, fino alle 17 d'estate) e quando, naturalmente, non sono in corso celebrazioni liturgiche. A pagamento è la visita alle logge, alla Pala d'Oro e al Tesoro di San Marco mentre un piccolo contributo è richiesto a chi vuole prenotare la visita (con un servizio online disponibile per operatori turistici e privati) in un determinato orario evitando così la fila, a volte molto lunga, specie nel periodo estivo. Da tempo, inoltre, è attivo a cura degli uffici diocesani per i beni culturali e il turismo un servizio di visite guidate gratuite (in più lingue) alla Basilica marciana, grazie all'impegno di una quarantina di volontari adeguatamente formati per illustrare le bellezze artistiche e il significato biblico-teologico dei mosaici. C'è attualmente, invece, un contributo da versare per i turisti (e tutti i non residenti a Venezia) che visitano la quindicina di chiese del centro storico che fanno parte del circuito dell'associazione Chorus, esistente ormai da vent'anni, con l'obiettivo di raccogliere risorse per meglio tutelare, custodire, restaurare e valorizzare il patrimonio architettonico e artistico delle chiese di Venezia e del Patriarcato. Ma anche in queste chiese sono garantiti momenti e spazi gratuiti a chi entra per pregare.
Avvenire
15 Febbraio 2012
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Chiese aperte al culto. Accesso sempre gratuito. Biglietto solo in 59 su 95mila: Sono eccezioni.
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