Arriverà la prossima settimana il via libera del governo al secondo decreto della riforma di Roma Capitale, quello che riguarda i poteri del nuovo ente speciale. Giusto in tempo per la scadenza fissata da Palazzo Chigi, lo scorso novembre, per trovare la quadra delle competenze da trasferire al Campidoglio. Dallo Stato arriveranno i poteri su: la valorizzazione dei beni artistici, ambientali e fluviali (in concorso con il ministero per i Beni culturali); lo sviluppo economico e sociale, con particolare riferimento al settore produttivo e turistico; la protezione civile, di concerto con il dipartimento nazionale; la rappresentanza istituzionale all'estero, sempre per quanto riguarda il turismo. A una legge regionale, invece, saranno affidate le deleghe che arriveranno dalla Pisana. Su materie di grande rilievo, come l'urbanistica, l'edilizia pubblica e privata, i servizi urbani (a partire dai trasporti) e la tutela dell'ambiente. I confini delle nuove competenze capitoline saranno delimitati in un protocollo d'intesa tra i due enti, che dovrà poi essere ratificata dal consiglio regionale. Un modo, quest'ultimo per trovare un compromesso accettabile dalla governatrice Renata Polverini, da sempre restia a concedere carta bianca sui poteri da trasferire a Palazzo Senatorio. Ieri l'incontro decisivo tra il senatore Mauro Cutrufo, responsabile degli enti locali per il Pdl ed ex vice sindaco della Città eterna, e una delegazione dei parlamentari azzurri, guidati dal capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto. Cutrufo, da tre anni e mezzo al lavoro sulla riforma, ha compattato il partito sull'ultimo passo della riforma, partita il 20 settembre 2010 con l'approvazione ufficiale del decreto sull'assetto istituzionale di Roma Capitale. «Finalmente il lavoro arriva alla conclusione - commenta il senatore Pdl - dotando Roma di assetto e poteri non da Comune ordinario ma da ente speciale, come previsto dalla Costituzione». Anche l'iter parlamentare sta compiendo gli ultimi passi. Ieri la commissione bicamerale per l'Attuazione del federalismo fiscale ha ascoltato Andrea Carandini, presidente del Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici. Oggi sarà la volta di Gianni Alemanno, Nicola Zingaretti e Renata Polverini. Le ultime incognite riguardano la strenua resistenza della Lega Nord, che già in passato è riuscita a far slittare il secondo decreto, sfilandolo dall'ordine del giorno dell'ultima seduta del Consiglio dei ministri presieduta da Silvio Berlusconi. Oggi, però, i lumbard sono all'opposizione del governo di Mario Monti. E la sensazione è che, soprattutto dopo lo stop alla candidatura olimpica, da piazza Colonna non dovrebbero arrivare altri segnali negativi verso il colle capitolino.
ROMA - Roma Capitale, dal governo via libera la prossima settimana. I poteri su ambiente, urbanistica e trasporti arriveranno con 1egge regionale.
Il governo ha deciso di concedere il via libera al secondo decreto della riforma di Roma Capitale, che riguarda i poteri del nuovo ente speciale. Il decreto prevede la trasferenza di poteri da parte dello Stato, tra cui la valorizzazione dei beni artistici, ambientali e fluviali, lo sviluppo economico e sociale, la protezione civile e la rappresentanza istituzionale all'estero. Le deleghe che arriveranno dalla regione Lazio saranno affrontate attraverso una legge regionale. I confini delle nuove competenze saranno delimitati in un protocollo d'intesa tra i due enti. La riforma è stata avanzata dal senatore Pdl, che ha lavorato sulla riforma per tre anni e mezzo.
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