Al suo posto, un belvedere coperto che salvaguarda il tetto All'origine c'è l'acquisto dell'edificio nel settembre del 2008. Edizioni Property, la finanziaria del Gruppo Benetton compra per 53 milioni di euro il Fontego dei Tedeschi di proprietà fino a quel momento dell'Ente Poste Italiane che, per questioni di bilancio, decise di dismettere parte del proprio patrimonio immobiliare. Fin da subito iniziarono le schermaglie per la salvaguardia dell'edificio affinchè non diventasse soprattutto albergo. Ma fin da subito ci fu chi espresse parere negativo anche alla trasformazione dell'edificio in centro commerciale. Due anni dopo, in occasione della Biennale Architettura, toccò proprio a Gilberto Benetton, patron di Edizioni Property, presentare il "concept project", il progetto concettuale per la trasformazione dell'edificio affidandolo ad una archistar olandese come Rem Koolhaas. Ma le perplessità aumentarono fino a sfociare ai giorni nostri con la firma del protocollo per il cambio di destinazione d'uso da pubblico a commerciale (2011) e le recenti polemiche sulla proposta di terrazza in una sezione del tetto dell'edificio cinquecentesco. Il dossier è stato protocollato lunedì scorso negli uffici della Soprintendenza ai beni Artistici e architettonici a Palazzo Ducale. Ma si tratta di una piano inedito. E per di più l'«oggetto del contedere» non c'è più. Addio alla terrazza sul Fondaco dei Tedeschi. Tutto è stato trasformato: al suo posto ci sarà un "belvedere" coperto. Affascinante quanto si vuole, ma una struttura ben diversa da quella ipotizzata in origine. Come dire: basta polemiche. Di certo, ora occorreranno tutti i passaggi del caso, ma l'impostazione dovrebbe cambiare radicalmente. Insomma, una cosa era il cosiddetto "concept project" elaborato dall'architetto Rem Koolhaas, presentato in pompa magna nel 2010 da Edizioni Property e Gilberto Benetton, sul quale si sono basate le discussioni e le polemiche di questi mesi; un'altra riguarda la documentazione che ufficialmente l'altro giorno Edizioni Property ha inviato alla Soprintendenza. E qui pare proprio che il progetto della "terrazza" sia stato stralciato optando per una soluzione diversa e meno "impattante" privilegiando una sorta di "belvedere", salvaguardando così l'intera falda del tetto, che consentirà, adeguatamente coperta con vetro oscurante, a chi sta dentro, di vedere verso l'esterno ma non il contrario. Ovviamente il piano risulta così ben distante dal primo progetto, ma sarà altrettanto evidente che bisognerà capire se questa ipotesi troverà la "benevolenza" degli organi periferici del Ministero per i Beni culturali. In ogni modo, Edizioni Pro-perty che lunedì ha ufficialmente fatto protocollare il progetto negli uffici della Soprintendenza veneziana, ha consegnato oltre 500 tavole e planimetrie, ma anche una corposa documentazione che riguarda l'approccio storico, il progetto di riqualificazione vero e proprio e la relazione statica dell'edificio. Passaggi senz'altro fondamentali per l'iter dell'istruttoria e dei quali è stato messo a conoscenza anche il Comune con il quale, va ricordato, Edizioni Property ha siglato sul finire dello scorso dicembre, un protocollo d'intesa per la valutazione del cambio di destinazione d'uso che ha fatto finire nelle casse di Ca' Farsetti sei milioni di euro. Ora quindi si apre una nuova fase e, soprattutto con la decisione di "eliminare" la terrazza dall'edificio cinquecentesco che si affaccia sul Canal Grande, potrebbero essere risolti parecchi nodi del contendere. Ora toccherà alla Soprintendenza decidere sul da farsi. E in questo senso vale la pena ricordare che proprio nei giorni scorsi, Franco Miracco, consigliere del ministro per i Beni culturali Lorenzo Ornaghi, aveva preso posizione indicando la necessità di una convocazione del Comitato superiore dei Beni culturali per affrontare la questione del restauro e della riqualificazione del Fondaco dei Tedeschi, senza per questo chiudere la porta al progetto elaborato da Edizioni Property per l'edificio di Rialto. LA PRECISAZIONE Micelli: «Mai parlato di autorizzazioni concesse» «Non ho mai affermato che vi è già un'autorizzazione concessa a Edizioni Property per quanto concerne la terrazza del Fondaco dei Tedeschi». Così, ieri l'assessore all'Urbanistica, Ezio Micelli che ha voluto ribadire la sua posizione in merito, anche ad una sintesi forse troppo "sintetica" nella quale si riportavano le ultime vicende relative alla delicata questione del restauro e ristrutturazione dell'edificio cinquecentesco ai piedi del Ponte di Rialto. «Non ho mai detto nulla di simile - ha detto l'assessore prendendo una netta posizione - Gli uffici dell'Edilizia stanno in questi giorni predisponendo tutti gli atti da sottoporre all'attenzione della giunta e del consiglio e, ovviamente, attendono i pareri della Soprintendenza. Questa procedura viene seguita sia con Edizioni Property sia sempre e comunque con tutti i cittadini».