Il sindaco replica alle critiche di Settis sullaccordo con Benetton per la ristrutturazione del Fondaco dei Tedeschi: "Anche la piramide del Louvre allinizio fu contestata" Questa città non è intoccabile, non dobbiamo comportarci come feticisti nei suoi confronti ROMA - «Anche la Piramide del Louvre allinizio è stata contestata, poi è diventata un simbolo. Così sarà anche per la ristrutturazione del Fondaco dei Tedeschi. E poi, mi lasci dire, sono stufo di sentire accuse agli amministratori di Venezia. Non siamo selvaggi che vogliono distruggere la città». Lha presa proprio male, il sindaco Giorgio Orsoni. A farlo infuriare è stato lex presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali Salvatore Settis il quale, in un articolo su Repubblica uscito lunedì scorso, lha criticato duramente per lintesa col gruppo Benetton sul progetto che prevede la trasformazione del Fondaco in un megastore con terrazza panoramica su Rialto, in cambio di 6 milioni di euro a "titolo di beneficio pubblico". «Una regalia», secondo Settis. Sindaco, cosa risponde? «Che Settis non conosce gli accordi a cui siamo giunti. Sono stupefatto e amareggiato, ancora una volta ci si intromette in vicende di Venezia senza sapere come stanno le cose». Però ad agosto del 2010 lei stesso si diceva «allibito dallarroganza» dei Benetton nel presentare il progetto. Cosè cambiato? «Allora i Benetton, che avevano comprato il Fondaco nel 2008, davano per scontato che la mia amministrazione avrebbe rimosso il vincolo duso "a standard pubblico" (era la sede delle Poste, ndr). Io invece avevo dubbi. A fine 2011 abbiamo firmato la convenzione, i 6 milioni sono il risarcimento dovuto al Comune per il maggior valore acquisito dal palazzo. È uno "scambio" urbanistico. Concederanno anche luso pubblico della corte del piano terra». La terrazza "a vasca" aperta al pubblico, che Settis definisce una «ferita alla città», si farà nonostante sia in contrasto con lattuale regolamento edilizio? «Dipende dalla Sovrintendenza e dal consiglio comunale che dovranno concedere lautorizzazione. Comunque è un aspetto secondario del progetto. E i sei milioni arrivano a prescindere dalla sua effettiva realizzazione». Ma lei la vuole o no? «Beh certo, sarebbe una novità per Venezia. E poi se lha pensata un grande architetto come Rem Koolhass, non può essere unidea così bizzarra. Oltretutto il Fondaco, che storicamente è sempre stato un edificio commerciale, negli anni 30 è stato riempito di cemento armato. Perché oggi dovremmo comportarci come "feticisti" e considerarlo intoccabile?».
VENEZIA - Orsoni difende il megastore: diventerà un simbolo di Venezia
Il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, ha risposto alle critiche di Salvatore Settis, presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali, sull'accordo con il gruppo Benetton per la ristrutturazione del Fondaco dei Tedeschi. Orsoni ha affermato che Settis non conosce gli accordi a cui si sono giunti e che i 6 milioni di euro pagati da Benetton sono un risarcimento per il maggior valore acquisito dal palazzo. Il sindaco ha anche affermato che la terrazza "a vasca" aperta al pubblico è un aspetto secondario del progetto e che dipende dalla Sovrintendenza e dal consiglio comunale per essere realizzata.
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