Da Malnati alla Galloni: "È una difficile condivisione di responsabilità. Sulla gestione si deve fare chiarezza" «Il Colosseo ad Alemanno non glielo diamo». E la battuta che si scambiano i dirigenti del Ministero per i beni culturali nel giorno dellaudizione del sindaco Alemanno alla Commissione per lattuazione del federalismo fiscale sul decreto legislativo di Roma Capitale. Lironia camuffa la necessità di fare chiarezza sulla gestione dei beni culturali: «Il Colosseo non glielo diamo, ammesso che lo voglia davvero - dice il direttore per le antichità Luigi Malnati - Il Colosseo comporta tali responsabilità nella gestione e oneri nella manutenzione, cui non sempre si riesce a far fronte». «Ma certo che non glielo diamo il Colosseo ad Alemanno», scherza il direttore regionale del Lazio Federica Galloni, alludendo alla legittimità della battuta. «Allinizio, la prima stesura della legge prevedeva il trasferimento della tutela del patrimonio al Comune - ricorda la Galloni - ma cè stata subito una sollevazione istituzionale ed è stato chiesto di modificarla. La tutela compete allo Stato per Costituzione e tale deve essere mantenuta». Un bottino non da poco, visto che lAnfiteatro Flavio, in pacchetto turistico con Palatino e Foro Romano, vanta un incasso annuale di circa 35 milioni di euro. Ma è sulla valorizzazione dei beni culturali che concorre Roma Capitale. «Si attiveranno tavoli di concertazione, anche se pareri e nullaosta vengono rilasciati dalle soprintendenze - dice la Galloni - Per valorizzazione si deve intendere promozione della cultura, per questo mi auguro che prevalga il buon senso». E la questione può rivelarsi molto delicata: «Quando concorrono gli enti locali se ne possono vedere di tutti i colori» dice Malnati. E di Roma Capitale si ricordano ancora le citycar allAra Pacis (2010) o le proiezioni sul Foro di Traiano della dichiarazione dentrata in guerra di Mussolini (2009). «Fondamentale è lincolumità del monumento - commenta Malnati - Ma se al Circo Massimo vogliono portare le corse delle bighe, e lintervento di valorizzazione non è compatibile col monumento, non si rilascia lautorizzazione». Anche la nuova soprintendente Mariarosaria Barbera prende posizione: «Questo nuovo decreto mi sta molto a cuore. Lavevo letto nella precedente versione, ora voglio capire come sarà modificato. Confido che la tutela resti a pieno titolo nelle mani dello Stato. Le strutture devono dialogare, ma nel rispetto dei ruoli».