Il caso arriverà dritto dritto al Ministero per i Beni culturali. Di certo l'intera vicenda post-cessione e riqualificazione del Fondaco dei Tedeschi sta prendendo una piega che nè Giorgio Orsoni nè Gilberto Benetton, pensavano di arrivare. Ma tant'è. Il "siluro" lanciato da Italia Nostra con un esposto alla Procura e al ministero per i Beni culturali, sull'ipotesi di realizzazione di una terrazza all'ultimo piano dell'edificio rialtino, ha surriscaldato gli animi. Di mezzo, al di là delle rassicurazioni del sindaco dopo la firma del protocollo con Edizioni Property sulla variante alla destinazione d'uso per l'immobile, ora scende in campo Franco Miracco, consigliere del ministro per i Beni culturali, Lorenzo Ornaghi che, dopo gli appelli ambientalisti e non, sulla tutela del Fontego, fa capire che, da oggi al 29 febbraio quando scadranno i termini dell'accordo sottoscritto a dicembre tra Comune e Edizioni Property, ci potrà essere un "passaggio" al Consiglio superiore dei Beni culturali, per una definitiva decisione sul futuro dell'edificio. «Ci saranno dei passaggi obbligati - spiega Miracco - e uno di questi è sicuramente il Consiglio superiore. Bisognerà comprendere quanto stabilirà la Soprintendenza e la Direzione generale per i Beni culturali del Veneto». In pratica, anche se Miracco non ne accenna, ci si potrebbe trovare, dal punto di vista procedurale, nella stessa fattispecie dell'alienazione di Ca' Corner della Regina. O ancor più precisamente in quella riguardante il bando del Ponte dell'Accademia, finito miseramente alcuni mesi fa. «E altrettanto ovvio - spiega Miracco - che l'interesse è quello di restituire il palazzo alla sua funzione originaria». Chiaro limpido. Allo stesso tempo, il sindaco Orsoni ribadisce: «Noi ci siamo limitati, trovando l'accordo con Edizioni Property, a cambiare la destinazione d'uso da standard pubblico a commerciale. E dal canto suo Benetton ha messo sul piatto sei milioni di euro per questa operazione. Va detto anche che il progetto non è quello di fare l'ennesimo albergo, ma di restituire alla città un edificio con la sua destinazione originaria». Ma c'è di più: in una partita non certo facile, Orsoni è anche costretto a tornare sulla vicenda della terrazza, in qualche modo smentendo il suo assessore all'Urbanistica, Ezio Micelli che aveva parlato di "autorizzazione già concessa". «Non c'è nulla di nulla - taglia corto - Sulla terrazza non vi è ancora alcun permesso concesso. Di certo, vista la rilevanza dell'intervento, esiste la volontà di giungere a conclusione dell'iter nel minor tempo possibile». E da Belluno per un convegno, il governatore Zaia ribadisce: «Il Fontego? L'accordo tra Comune e Benetton è accettabile. Ci può stare la valorizzazione dell'edificio».