Terrazza con vista sul Canal Grande, Venezia si divide. Il megastore targato Benetton al fontego dei Tedeschi non ha mai convinto la città, ma ora che il progetto di aprire il tetto e trasformarlo in terrazza, operazione tra le più complicate a Venezia, si avvicina al parere, il dibattito si infervora. I primi a dividersi sono gli architetti. dmproponibile», tuona il rettore Amerigo Restucci. «E' un buon progetto, reinterpreta il fontego», dice invece Marino Folin, presidente della Fondazione Iuav. Per il rinnovo del Fontego dei Tedeschi, l'antica casa del commercio germanico della Serenissima, i Benetton hanno chiamato l'archistar Rem Koolhaas. Ed è proprio Koolhaas ad aver proposto di utilizzare tutti gli spazi, sottotetto compreso. Una falda del Marino Folin Con questi principi la Salute non sarebbe mai stata fatta tetto, nei suoi disegni, sparirebbe per aprirsi ad una terrazza dalla vista mozzafiato. Non che l'idea sia una novità, da oltre due anni il progetto Koolhaas-Benetton è pubblico. Ora però che il restauro è in procinto di partire - la convenzione tra pubblico e privato prevede che entro il 29 arrivi il parere sulla terrazza - è scoppiata la polemica, che travalica la laguna. Una bocciatura d'autore è quella fatta dalle pagine di «Repubblica» dallo storico dell'arte e ex preside della Normale di Pisa, Salvatore Settis, che ha parlato di una «vista mozzafiato a scapito della legalità e della storia». «Settis ha ragione, il Codice dei beni artistici e culturali impone che non ci siano alterazioni all'immagine dell'edificio - dice Restucci - la terrazza è improponibile». Abbracciano questa teoria i consiglieri comunali di In Comune Beppe Caccia e Camilla Seibezzi che annunciano il proprio voto contrario in caso di sì alla apertura del tetto. Ma non è un coro unanime. A Marino Folin, ad esempio, i piani di Koolhaas piacciono. «Come ci sono le regole, esistono le deroghe e non significa che diventino prassi - spiega - eliminare una falda del tetto non mi scandalizza, dà una diversa fruibilità all'edificio. Perchè no? - doman da - Perchè non reinventarci la vista di Venezia?. Secondo i principi richiamati da chi dice no a questo progetto, nel '600 non si sarebbe mai fatta la Salute». Folin tira in ballo in quadri del Canaletto per ricordare che il Fontego aveva 4 torrette di cui oggi non è rimasta traccia. «Venezia è viva dice Folin e si può modificare. Il problema è l'affidabilità di Benetton, bisogna vigilare che non succeda come alla libreria Mondadori». Cioè sfrattata contro la volontà cittadina proprio da Benetton, cobn gli spazi che sono ancora inutilizzati. Tra i pro e i contro c'è quindi chi vuole approfondire il progetto. «Mi pare che si stia drammatizzando la situazione - spiega il preside di architettura Giancarlo Carnevale - il problema non sono le norme da rispettare ma la qualità dell'intervento. Guardiamo il progetto prima di dire no, il suo autore è da vent'anni protagonista mondiale della progettazione architettonica, non è liquidabile con poco». In tante occasioni a Venezia, ne sono convinti Carnevale e Folin, le regole e i vincoli sono stati rispettati ma ne sono usciti obbrobri. Gli esempi che citano? Il terminal Actv del Lido o la scala anti-incendio di Ca' Pesaro. Non si esprime invece l'ex sindaco Massimo Cacciaci. «Non so come si siano sviluppati i progetti, non posso giudicare. A chi accusa il Comune d'aver detto sì alla terrazza in cambio di 6 milioni di euro (vincolati al via libera all'intervento), risponde invece il sindaco Giorgio Orsoni: «Non c'è alcuna autorizzazione, l'unico impegno assunto alla firma dell'intesa con i Benetton è il cambio di destinazione d'uso a commercialo. E interpellato sulla vicenda, il presidente della Regione Luca Zaia dà ragione a Ca' Farsetti. «L'accordo tra Comune e Benetton è accettabile - dice - nel rispetto delle regole la valorizzazione di edifici storici ci può stare».
Corriere della Sera
14 Febbraio 2012
VENEZIA - Terrazza sulle polemiche Benetton divide gli architetti
GL
Gloria Bertasi
Corriere della Sera
Il progetto di Benetton per aprire il tetto del Fontego dei Tedeschi a Venezia e trasformarlo in terrazza è stato oggetto di dibattito tra gli architetti e i politici. Il progetto, progettato dall'archistar Rem Koolhaas, prevede di utilizzare tutti gli spazi, compreso il sottotetto. I primi a dividersi sono gli architetti, con alcuni che lo considerano un buon progetto e altri che lo ritengono improponibile. Il rettore dell'Iuav, Amerigo Restucci, ha espresso la sua opposizione al progetto, affermando che è un buon progetto che reinterpreta il fontego.
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