C'è da stare col fiato sospeso. Cosa accade ai monumenti di Urbino, al Palazzo Ducale che ospita la Galleria Nazionale delle Marche (che compie cent'anni quest'anno) con 327 centimetn di neve caduti dal 31 gennaio ad oggi? I monumenti reggono', ma con qualche comprensibile eccezione. A partire dalla chiesina dei Cappuccini, che si erge sull'omonimo colle e che fu rifugio di Giovanni Pascoli, il quale la descrisse nel suo capolavoro 'L'Aquilone'. Già ritratta dal pittore Federico Barocci, ieri la chiesina del convento utilizzato fino a decenni fa come ricovero per gli anziani è stata praticamente sventrata, e per una manciata di secondi c'è mancato poco che sotto le macerie del tetto ci fmisse pure l'ingegner Alessandro Cioppi che era sul posto per un sopralluogo. A preoccupare ora è il convento di San Francesco, in pieno centro storico: un cedimento di dimensioni modeste fa temere il peggio, che si possa danneggiare pure la chiesa. Certo è andata male a un monumento di archeologia industriale, l'ex lanificio Carotti di Fermignano, sorto sulla cartiera dei duchi. L'al-troieri a mezzogiorno è letteralmente imploro, cambiando i connotati al landscape del comune alle porte di Urbino. Ma il pensiero fisso di tutti è al Palazzo Ducale. C'è da dire che nei giorni di bufera (come documentato dalla web-cam dell'Osservatorio «Serpieri»), la punta dei torricini perla loro particolare conformazione a cono acuto, non si è mai del tutto ricoperta di manto bianco. I tetti, invece, sopportano uno strato che sembra panna fresca. Pesante, ma non impossibile da tollerare. Ieri, dopo le verifiche dell'ingegner Domenico Fucili, squadre del Cai Piemontese e del Cadore hanno liberato con la Guardia di Finanza i tetti della reggia dei Montefeltro sul lato di piazza Rinascimento. Oggi interverranno verso il cortile del Pasquino. «Questa operazione spiega l'ingegner Fucili sarà fatta su tutti i monumenti, dalla Casa di Raffaello agli oratori di san Giovanni (con i preziosi affreschi dei Salimbeni) e di san Giuseppe (col celebre presepe del Brandani). Poi si dovrà prendere una decisione: liberare tutti i tetti della città in una gigantesca operazione di pulizia globale, fondamentale per evitare nuove rotture». L'allerta è al massimo: a Urbania è crollato il tetto della chiesa del Crocifisso, dove riposa l'ultimo duca di Urbino. A Monte Grimano Terme è crollata la volta di san Silvestro. A Cagli è crollato (mesi fa) il tetto della chiesa di santa Chiara. A Fabriano si teme invece per il Museo della carta.