Indagato un collezionista bolognese, allarme dei Carabinieri per il commercio online Il tempo di terminare gli esami sullautenticità e due bozzetti di Annibale e Ludovico Carracci, valore 200mila euro ciascuno, potranno tornare al loro legittimo proprietario, in Francia. Dei due dipinti del XVI secolo serano perse le tracce per ventanni, ma la scorsa estate i carabinieri li hanno ritrovati: erano finiti in casa di un medico bolognese, che si è difeso dicendo di averli acquistati da un antiquario ma è finito indagato per ricettazione. I due disegni per pale daltare sono solo alcuni degli oggetti darte sequestrati nel 2011 dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Bologna (Tpc), gli esperti in divisa che vigilano sul patrimonio artistico dellEmilia-Romagna: musei, biblioteche, archivi, chiese e aree archeologiche. Nello scorso anno i sequestri di oggetti darte hanno riguardato 15.226 «pezzi», con un aumento del 97 rispetto al 2010. Unimpennata dovuta al ritrovamento di 15mila francobolli del XIX secolo, rubati a un collezionista bolognese. Un giro daffari impressionante, di circa un milione e 300mila euro per quanto riguarda i beni culturali, ai quali si aggiungono oltre 5 milioni di oggetti contraffatti. Fra le «croste», seppure dalta fattura, cè un falso Picasso sequestrato lo scorso ottobre a Milano nel magazzino di un corriere: il dipinto stava per essere spedito a una galleria parigina che laveva acquistato come autentico per due milioni e mezzo di euro. Oppure una natura morta di De Pisis, altrettanto falsa, comprata per 40mila euro da un cittadino modenese attraverso una televendita. Proprio per monitorare con più attenzione limpennata di compravendite che avvengono su internet e in tv, i carabinieri del nucleo Tpc hanno aumentato le verifiche nelle banche-dati e nelle piattaforme informatiche, con un aumento del 14 rispetto al 2010. I furti di opere darte invece sono in diminuzione: 77 denunce, 25 in meno del 2010, con Bologna (23 furti) e Parma fra le province più colpite. Per scovare i falsi serve preparazione, ma non solo. Durante le verifiche sullautenticità i militari si avvalgono anche della collaborazione dei reparti di Radiologia degli ospedali SantOrsola e Bellaria, per sottoporre le tele ai raggi «X». In questo modo si è scoperto che un ritratto di signora trovato qualche mese fa, a firma Gustav Klimt, non era il dipinto autentico rubato nel 1997 alla galleria Ricci Oddi di Piacenza e ancora disperso.