Urbania, la tela del Seicento era stata già portata via. Segnali di cedimento anche da altri palazzi e cappelle. «La manutenzione del patrimonio artistico resta un problema». Per un caso fortuito o per volontà superiore, a seconda dei punti di vista, la «Madonna della neve» si è salvata dal crollo provocato da quattro metri di gelo e neve. «A novembre ho fatto togliere io il dipinto e ora è al sicuro nel nostro museo civico». Alice Lombardelli, assessore alla Cultura di Urbania, si emoziona nel raccontare l'involontario salvataggio della «Madonna con bambino», conosciuta appunto come la «Vergine della neve». Per quattro secoli il capolavoro di Federico Barocci ha reso celebre l'antica chiesa del Santissimo Crocifisso il cui tetto è collassato ieri sotto il peso insostenibile di una bianca coltre. La «Madonna della neve» si è salvata perché tre mesi fa è stata spostata per prepararla ad una mostra internazionale dedicata al suo autore. Il viso paffuto, il sorriso «dolcemente malinconico» dipinti da Federico Barocci fra il 1605 e il 1612 per la camera da letto del Duca Francesco Maria della Rovere, sono intatti. E proprio in questa chiesa, sovrastata dall'ospedale, f i sepolto il duca della Rovere. La preziosa tela hanno fatto in tempo a portarla via, però il crollo della campata centrale della chiesa di Urbania è solo uno dei preoccupanti segnali di cedimento che arrivano dai palazzi storici e dagli edifici sacri del Montefeltro, appesantite da quattro metri di neve. Scricchiolii, piegature, infiltrazioni (nella cattedrale di Urbino, nella Chiesa di San Francesco e in quella dei Cappuccini, in una cappella di Montegrimano, nel Palazzo Ducale di Urbania) che ripropongono un tema «accantonato eppure cruciale, la manutenzione». Il Montefeltro che deve all'impervia collocazione geografica la straordinaria conservazione dei suoi tesori naturali e artistici, adesso paga l'isolamento in termini di difficoltà per la popolazione. Andrea Emiliani, storico dell'arte, maggior esperto di Barocci, già sovrintendente ai beni artistici e storici e direttore della Pinacoteca nazionale di Bologna, è urbinate di formazione, dunque molto partecipe per l'emergenza maltempo in quest'angolo di Marche al confine. «In Italia il problema è la manutenzione del patrimonio artistico, non il restauro, che è un atto solo apparentemente risolutivo. La cura costante delle strutture: esattamente tutto ciò che oggi non si fa», osserva Emiliani. Anche a pochi chilometri da Urbana, a Montegrimano, è crollato il tetto di una chiesa. «Nelle nostre valli la gente è in strada a spalare con l'esercito - racconta il vescovo di San MarinoMontefeltro, Luigi Negri -. Con il popolo della mia diocesi siamo stati travolti da questo eccezionale evento atmosferico tale che viviamo sotto una spessa coltre di oltre quattro metri di neve. C'è uno spazio di imponderabilità, di impossibilità di ridurre gli eventi che accadono alla propria capacità di comprensione e alla capacità di manipolazione». Perché al di là di questo evento, sottolinea il vescovo, «c'è evidentemente la presenza di un soggetto, di una realtà che è irriducibile a noi, ed è non manipolabile da noi». La vita, la storia, la società, il cosmo «non sono assolutamente e totalmente a disposizione dell'uomo». Il sindaco di Urbania Giuseppe Lucarini ringrazia «il cittadino che si è accorto del buco sul tetto della Chiesa del Santissimo Crocifisso. Nella concitazione di questi giorni, perla situazione delle strade, delle strutture scolastiche non ce ne saremmo accorti». Un grazie va anche a «tutti i volontari della Protezione civile e i vigili del fuoco», mentre «la struttura ospedaliera che sorge in aderenza alla chiesa rovinata non ha subito alcun danno e non vi sono motivi di preoccupazione». Per fortuna «le opere preziose, in primis la celebre Madonna della Neve di Federico Barocci, e il baroccesco Cristo Spirante, erano già stati trasferiti nell'archivio di Palazzo Ducale in vista della preparazione di una mostra per la primavera 2012», spiega il sindaco. Il crollo riguarda circa «ottanta metri quadrati di tetto, a causa del cedimento di una capriata mediana. Ha reso totalmente inagibile il fabbricato, visto che anche la parte restante è instabile, al pari delle strutture murarie sommitali». Ora «l'organizzazione di una mostra sulla Madonna delle nubi, molto cara al Duca Francesco Maria, che la volle nella chiesa che doveva ospitare la sua tomba, assume un valore simbolico ancor più grande». L'arte prevale sulla neve.
La Stampa
13 Febbraio 2012
✓ Entità verificate
URBANIA - Crolla il tetto di una chiesa. Salva la Vergine della neve.
GI
Giacomo Galeazzi
La Stampa
La Madonna della neve di Federico Barocci è stata salvata dal crollo della chiesa del Santissimo Crocifisso a Urbania, in seguito a quattro metri di gelo e neve. La tela era stata spostata per prepararla ad una mostra internazionale dedicata all'autore. Il crollo della chiesa è solo uno dei segnali di cedimento che arrivano dai palazzi storici e dagli edifici sacri del Montefeltro, a causa della mancanza di manutenzione. L'arte prevale sulla neve, con la mostra sulla Madonna delle nubi che sarà tenuta nel museo civico di Urbania.
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