Se non si può intervenire con risorse pubbliche è giusto rivolgersi a sponsor privati purché con criteri di scientificità Nostro compito è far capire il valore culturale unico del patrimonio che abbiamo come chiede la Costituzione Le sfide della nuova soprintendente "Personale, grandi restauri e tutela" «Negli ultimi tempi ho vissuto la città da cittadina-turista, nei fine settimana: è arrivato il momento di tornare a guardare le cose da vicino, e metterci mano»: Mariarosaria Barbera, classe 1955, è appena stata nominata alla guida della Soprintendenza più importante dItalia, dopo aver diretto quella della Toscana: qui si troverà alle prese con monumenti a cinque stelle e un ufficio colossale, tra problematiche di altissima burocrazia e situazioni di complessa tutela. Domattina la firma e linsediamento, il traguardo di una vita per unarcheologa che ha lungamente militato sul campo degli scavi e dei monumenti romani, in particolare negli anni in cui era soprintendente Adriano La Regina e che torna nella Capitale dopo la breve "reggenza" di Anna Maria Moretti. Guidare gli uffici che gestiscono i monumenti dellarea archeologica più grande del mondo: dottoressa Barbera, è pronta a questa missione impossibile"? «Certamente governare larcheologia di Roma è unidea che fa tremare le vene e i polsi. Ma il lavoro non mi spaventa, purché non ci si aspettino scelte miracolose: non esistono miracoli ma solo e soltanto il lavoro. Per riportare alla normalità una struttura. Che funzioni, faccia ricerca, tutela, informazione e valorizzazione». Tra tutela e amministrazione, cè un mandato di politica culturale: come definirebbe il senso ultimo di questo lavoro, il suo valore profondo? «Far capire quanto sia bello e unico il patrimonio che abbiamo, non dimenticare mai il suo immenso valore. E non penso soltanto al valore turistico ma a quello che implica nella crescita civile della società. Non a caso la nostra costituzione lo menziona nellarticolo 9. E non cè cosa più perfetta della nostra costituzione». Colosseo, Domus Aurea, amministrazione, uffici affaticati, unemorragia di personale anziano che non viene rimpiazzato. Su cosa interverrà e con che ordine di priorità? «Premetto che, se considerassi questa montagna di problemi come irrisolvibile, sarebbe inutile cominciare a lavorare». Vediamoli uno ad uno. Gli uffici, il personale. «È vero che lorganigramma è in via di ridimensionamento e che i custodi sono sempre di meno. Bisognerà vedere come possiamo investire sul personale e affrontare il problema in stretta collaborazione con il ministero». I primi interventi, in questambito? «Sul mio ufficio: voglio verificare subito le condizioni che riguardano i 600 dipendenti della Soprintendenza. Credo nel concetto di squadra: nessuno deve essere solo, ciascuno deve essere messo nelle condizioni di fare il proprio lavoro». Come giudica latteso e discusso restauro del Colosseo? «Ho fiducia che tutto si svolga nel migliore dei modi, perché non cè stata alcuna deroga alle leggi ordinarie. Mi risulta che lex commissario Roberto Cecchi abbia seguito una procedura rigorosa». È favorevole alla partecipazione dei privati a restauri di questa importanza? «Credo che il patrimonio debba essere prima di tutto soccorso con risorse pubbliche. Quando non è possibile, bisogna programmare con cura i possibili sostegni di sponsor privati, ma nellambito di una valutazione seria e scientificamente valida». Un altro caso critico è quello della Domus Aurea: il restauro diviso tra due progetti, divisi tra Commissario e Soprintendenza. Che ne pensa? «La prima cosa che farò è convocare lufficio di direzione per valutare lo stato dei lavori. I due progetti implicano due punti di vista. Mi riservo di verificarli». Un commento sul caso della metro C, segnato dalle polemiche e dalla lievitazione dei costi? «La Soprintendenza ha previsto e documentato una situazione di rischio archeologico: non cè stata sorpresa nello scoprire durante i lavori contesti miracolosamente conservati. Gli uffici hanno fatto il lavoro che andava fatto». Nella gestione e nella tutela dei monumenti romani insiste storicamente una separazione, tutta burocratica, tra Campidoglio e Soprintendenza. Cosa ne dice? «Penso che le strutture debbano dialogare sempre. Nel rispetto dei ruoli».