Ai tempi dell' incredibile progetto di collocare un sottopasso ai piedi di Castel Sant' Angelo nel nome del Giubileo, il soprintendente archeologico Adriano La Regina (al suo posto dal 1976 al 2001) si meritò l' altrettanto incredibile soprannome di «signor no», semplicemente perché onorava il proprio incarico tutelando ciò che c' era da tutelare. Altrettanto incredibile sarebbe stato avere a che fare con un «signor sì», pronto a dare via libera a qualsiasi astruso progetto dell' amministrazione (quanti ce ne sono stati nel dopoguerra, di piani irricevibili, tra amministrazioni democristiane, comuniste, di centrosinistra e centrodestra?) Adesso arriva Maria Rosaria Barbera, fresca ex soprintendente archeologica per i Beni archeologici della Toscana che si porta sulle spalle la nota polemica sui permessi rilasciati per lo spostamento dei reperti archeologici ritrovati a San Casciano durante la costruzione del nuovo stabilimento Laika da 300 mila metri cubi. Maria Rosaria Barbera ha precisato, come spiega alla collega Maria Rosaria Spadaccino, di aver trovato il progetto già avanzato al suo arrivo alla soprintendenza toscana, e che tutto era comunque approvato dal Comitato di settore. Dunque, ineccepibile. Ma qui importa sottolineare l' immensa responsabilità che si assume qualsiasi soprintendente archeologico a Roma, soprattutto da quando si tratta di una soprintendenza speciale (quindi con autonomia gestionale e amministrativa). Roma non ha bisogno di «signor no» (quale mai è stato, se non agli occhi di certi politici, l' ottimo La Regina). Né c' è urgenza di convocare i Talebani della conservazione (copyright Andrea Carandini, presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali). Soprattutto dopo la polemica sui restauri del Colosseo, urge un equilibrio straordinario. Le pressioni sono, saranno tante. Per fortuna esiste il Codice dei Beni culturali, la sola Bibbia laica utilizzabile da un vero buon funzionario che si senta custode dell' articolo 9 della Costituzione, l' obbligo che ha la Repubblica di tutelare il Patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese.
LA NOMINA DI BARBERA. SOPRINTENDENZA L' EQUILIBRIO DELLE SCELTE
Il soprintendente archeologico di Roma, Maria Rosaria Barbera, si è trovata a fronte di una polemica per aver rilasciato permessi per lo spostamento di reperti archeologici ritrovati a San Casciano durante la costruzione di un nuovo stabilimento. Barbera ha affermato di aver trovato il progetto già avanzato al suo arrivo e che tutto era stato approvato dal Comitato di settore. Tuttavia, la sua decisione è stata criticata per l'immensa responsabilità che si assume come soprintendente archeologico a Roma. La polemica è stata descritta come un esempio di come le pressioni possano influenzare le decisioni di conservazione.
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